Unioncamere: tra 2012 e 2021 un quinto di imprese giovanili in meno. In Liguria -18,7%

Tripoli: «Se non contrastata, la riduzione della base imprenditoriale giovanile non tarderà a produrre i suoi effetti anche sui valori economici complessivi del Paese»

Unioncamere: tra 2012 e 2021 un quinto di imprese giovanili in meno. In Liguria -18,7%

Nell’ultimo decennio l’Italia ha perso un quinto delle imprese guidate da giovani. A fine 2021 le imprese di under 35 registrate erano 137 mila, il 20% in meno rispetto al 2012. Oggi rappresentano l’8,9% del tessuto produttivo nazionale, mentre nel 2012 pesavano per l’11,1%.

I dati sono stati diffusi da Unioncamere in occasione del convegno “Il futuro del lavoro”, organizzato nell’ambito del meeting di Rimini.

La riduzione riguarda tutto il Paese: è più marcata in Marche, Abruzzo e Toscana (si aggira intorno al 30%) e l’unica eccezione è rappresentata dal Trentino Alto Adige, dove le giovani imprese sono cresciute del 6,5%. In Liguria la variazione registrata nel decennio è pari al -18,7%.

«Questi dati ci dicono in primo luogo che in 30 anni, tra 2020 e il 2050, come mostrano le previsioni Istat, gli italiani saranno 5,5 milioni in meno − commenta il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli −. Inoltre, un numero elevato di nostri connazionali lascia l’Italia per l’estero: nel 2019, 170 mila italiani sono andati all’estero e più della metà, 90 mila, erano giovani. Questo comporta che sempre meno giovani si affaccino sul mercato del lavoro».

Tutto ciò, secondo Tripoli, dovrebbe far suonare un campanello d’allarme: “L’Italia ha costruito la sua forza economica anche sul numero delle imprese, in particolare di piccole dimensioni. La riduzione della base imprenditoriale giovanile non tarderà a produrre i suoi effetti anche sui valori economici complessivi del Paese se non contrastata con efficaci politiche già dagli anni della formazione scolastica”.

Secondo le elaborazioni di Unioncamere-InfoCamere sempre meno giovani imprenditori sono attratti dai settori tradizionali: rispetto a 10 anni fa, ad esempio, le imprese manifatturiere giovanili sono diminuite del 33%, in parte per effetto delle difficoltà amministrative connesse all’avvio dell’impresa.

«Un dato interessante − dice Tripoli − è la consistente partecipazione giovanile al mondo delle start up innovative. Su quasi 14 mila start up innovative, il 15,7% è stato creato da giovani, con un’incidenza che è di quasi 7 punti percentuali superiore a quella che la componente giovanile ha sul totale delle imprese».

Gli under 35, in generale, sembrano aver puntato in questi anni su alcuni settori della conoscenza tra cui i servizi alle imprese, gli studi di design, il mondo della pubblicità, le attività di ricerca e sviluppo e l’istruzione.

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

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