È partita la riorganizzazione della pediatria ospedaliera in Liguria, con il Gaslini che dal primo luglio ha acquisito i reparti nelle varie Asl come nuovo ramo d’azienda. Prende corpo quindi anche nella pediatria la concezione di dipartimento interaziendale regionale, com’è accaduto per l’ortopedia tra Asl 4 e Galliera, per la rianimazione tra Santa Corona e San Martino e presto anche per l’urologia.

In questo modo i protocolli di cura saranno standard per tutti i bambini da Imperia alla Spezia, senza più il gap territoriale, la formazione sarà condivisa, con aggiornamento continuo e coinvolgimento dei programmi di ricerca del personale. Il bacino di utenza del Gaslini, inoltre, verrà ampliato anche a Toscana ed Emilia Romagna, con possibilità di attrarre pazienti anche da basso Piemonte e Francia.

Nella prima fase il progetto riguarderà le strutture pediatriche dell’ospedale di Imperia, del Santa Corona di Pietra Ligure (no degenza ordinaria), del San Paolo di Savona, degli ospedali di Lavagna e La Spezia.

«Si tratta della più complessa operazione di collaborazione aziendale italiana − afferma Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità − non è stato scontato e banale arrivare sino qui. La filosofia di base è di mettere in comune un’eccellenza riconosciuta nel sistema sanitario regionale con vantaggi strategici sia a livello di cure, sia a livello di personale medico. Abbiamo avuto interlocuzioni sindacali sfociate in accordi. Spero che il personale viva questo cambiamento con senso di vocazione, visto che il paziente viene prima di ogni altra cosa. Partiamo a luglio, gettando il cuore oltre l’ostacolo, per essere pronti a settembre-ottobre».

A coordinare la realizzazione del progetto nelle sue varie fasi insieme all’Istituto Pediatrico è stata la Struttura di missione della sanità ligure, guidata da Giuseppe Profiti: «Gli obiettivi di fondo di questo progetto sono due: impiegare le risorse per soddisfare i nuovi bisogni di salute e incrementare la risposta ai bisogni esistenti, facendo in modo che l’investimento contribuisca a far crescere sistema. Per questo nasce il Gaslini Liguria, per far sì che tutte le pediatrie ospedaliere diventino poli del Gaslini, dando ai cittadini la certezza che ovunque si apra la porta di reparto di pediatria da Imperia alla Spezia sia esattamente come aprire la porta di quel reparto al Gaslini a Genova. È certamente un obiettivo ambizioso, basato sulla consapevolezza che l’80-85% delle prestazioni sanitarie è legato al fattore umano: per mantenere standard qualitativi e quantitativi di una prestazione sanitaria serve personale umano, raro, pregiato, prezioso, costoso da formare per poterne disporre in quantità necessaria anche nel medio e lungo periodo».

Profiti non solo sottolinea una maggiore competitività del sistema regionale così strutturato nei confronti di professionisti sempre molto rari da reperire, ma appunto evidenzia l’importanza di un maggiore bacino di utenza: «Investiamo in un’eccellenza che si dota in via strutturale degli elementi fondamentali per competere tra i grandi ospedali nazionali ovvero il bacino di utenza attraverso la sua diffusione sul territorio secondo modello di hub centrale e punti spoke sul territorio, ampliando anche la casistica regionale e quindi anche il bacino di utenza».

L’Istituto Giannina Gaslini, uno dei più grandi e importanti ospedali pediatrici in Italia e in Europa, ha oltre 26 mila accessi e 550 mila visite ambulatoriali annuali. La sua eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo: i piccoli pazienti provengono da ben 74 nazioni e la mobilità attiva raggiunge circa il 42% della produzione sanitaria complessiva

«Il Gaslini diffuso dà tre tipi di valore aggiunto − spiega il direttore generale del Gaslini Renato Botti − per i pazienti accessibilità ai servizi su un’unica piattaforma, standard condivisi di qualità e sicurezza delle cure, per i professionisti apertura di nuovi orizzonti di crescita professionale, sviluppo di nuove prospettive di carriera e coinvolgimento nei percorsi formativi dell’Università, per la Regione miglioramento del saldo di mobilità, una rivalutazione della rete dell’offerta e un’ampliamento dei servizi, oltre che una programmazione migliore dei fabbisogni di risorse umane».

Per quanto riguarda gli accordi sindacali la dirigenza sanitaria è passata ufficialmente al Gaslini, mentre per il comparto è stato fissato per comando volontario sino a 18 mesi (31 dicembre 2023) con garanzia di continuità assistenziale sino al 31 dicembre 2022.

In totale i medici trasferiti sotto il Gaslini sono 43: 12 in Asl 1, 17 in Asl 2, 7 in Asl 4 e 7 in Asl 5.

Al momento il 65% personale del comparto ha aderito al comando: 21 su 39 in Asl 1, 27 su 53 in Asl 2, 26 su 29 in Asl 4 e 37 su 49 in Asl 5.

«Parte oggi una sfida ambiziosa a livello organizzativo − aggiunge Botti − stiamo creando un modello unico in Italia, sicuramente impegnativo dal punto di vista gestionale, ma che potrebbe essere valido per la gestione delle criticità assistenziali anche in altre realtà del territorio italiano. In questo processo costruttivo siamo in piena sintonia e alleanza anche con l’Università di Genova e tutte le pediatrie liguri entreranno nella consolidata rete didattico-formativa costituita tra l’Istituto Gaslini e l’Università del capoluogo genovese. Le realtà territoriali saranno anche parte integrante del percorso di accreditamento all’eccellenza di Joint Commission International, ente leader mondiale nell’accreditamento di strutture sanitarie, che accredita solo le migliori strutture a livello internazionale, al quale l’Istituto Gaslini si sottopone ogni 3 anni dal 2007, e parteciperanno alle attività che caratterizzano l’appartenenza di un reparto ad un Istituto a carattere scientifico. Il Gaslini, tra i primi ospedali pediatrici ad essere stato riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico-Irccs, diventa dal 1 luglio 2022 il primo Irccs italiano diffuso».

Tra i servizi in programma anche la telemedicina secondo un modello che coinvolge ospedali, pediatri e utenza, con una centrale operativa attiva 24 ore su 24 e la possibilità di accesso da parte di professionisti e utenti.

Il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi ha evidenziato che «il nostro sistema sanitario ha mostrato grande coerenza di fronte ad una situazione che persevera da tempo con un aumento della domanda e un’offerta che a livello europeo, italiano e ligure compie tutti gli sforzi per garantire una risposta adeguata ai cittadini. La Liguria ha scelto la strada coerente di rafforzare le reti, secondo un modello che abbiamo già introdotto con i modelli interaziendali mettendo a fattor comune le risorse logistiche, strutturali e soprattutto umane. Il Gaslini Liguria è coerente con questo modello».

All’interno del Dipartimento di Scienze Pediatriche, diretto da Elio Castagnola (direttore Uoc Malattie Infettive del Gaslini) è stata istituita l’Area intradipartimentale che accoglierà le quattro Pediatrie Gaslini e sarà coordinata da uno dei quattro direttori delle Pediatrie. Tale soluzione consentirà un progressivo e continuo confronto e scambio clinico e scientifico, che consentirà, con gradualità, di creare percorsi di presa in carico del paziente pediatrico omogenei e condivisi con i professionisti delle Pediatrie Gaslini nel territorio ligure.

«Garantire capillarità, prossimità e continuità delle cure complesse, dal centro alle periferie, consentirà di aumentare la capacità di assistenza sul territorio − spiega il direttore sanitario del Gaslini Raffaele Spiazzi − a questo proposito anche grazie a Liguria Digitale è in fase di avvio il sistema di teleconsulto che permetterà, a breve, lo scambio in caso di necessità di immagini e informazioni tra pediatri e specialisti. Stiamo lavorando alla costituzione di una centrale operativa in grado di far comunicare in maniera sicura ed efficace, 7 giorni su 7, i nostri professionisti con quelli del territorio come di altre regioni o nazioni, favorendo un adeguato supporto specialistico per la gestione di diagnosi complesse e casi di particolare rilevanza specialistica. Lo sviluppo di prestazioni professionali a distanza, in una logica hub and spoke, sarà di grande supporto e beneficio alla realizzazione del progetto di rete regionale in pediatria. Saranno avviati percorsi formativi comuni per gli ambiti relativi all’emergenza, all’assistenza neonatale e all’assistenza specialistica».

 

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