Palazzo Rosso riapre al pubblico il 7 giugno, quasi ultimati i lavori di adeguamento e restauro

Gli interventi sono durati circa due anni e mezzo, 2,8 mln di euro il finanziamento. L'ultimo restauro risaliva agli anni Sessanta

Palazzo Rosso riaprirà il 7 giugno, dopo due anni e mezzo di lavori di ammodernamento tecnologico e messa a norma degli impianti, finanziati con 2,8 milioni di euro, grazie al Patto per Genova e al sostegno della Compagnia di San Paolo.

Una riprogettazione eseguita in modo da non danneggiare l’apparato decorativo delle sale, trattata ciascuna in modo personalizzato, in particolare il secondo piano nobile, l’unico affrescato, e i pavimenti di marmo, particolarmente delicati: «La pavimentazione − spiega la direttrice dei lavori, Silvia Toccafondi, architetto e funzionario tecnico del Comune di Genova − è stata ripristinata sulla falsariga di come era stata proposta negli anni Sessanta: non abbiamo posato una moquette, ma un feltro in lana, completamente reversibile e non incollato ai pavimenti, perché si fissa al marmo grazie a un materassino in polietilene, dotato di piccole ventose. Una soluzione che ci permette di proteggere i pavimenti, che negli anni si sono degradati per l’eccessivo calpestio, e che allo stesso tempo ridona l’allestimento voluto dall’architetto Albini».

Un altro oggetto inserito per ridurre l’invasività su soffitti, pareti e pavimenti è il totem: «Racchiude tutti gli impianti necessari per la sala, soprattutto per la sicurezza, come l’antincendio», precisa Toccafondi.

Oltre agli adeguamenti tecnologici e alla messa a norma, l’intervento ha previsto anche una serie di restauri: in particolare, quello della Sala della Grotta del secondo piano ammezzato, con l’apertura al pubblico della relativa “alcova”, un ambiente che rappresenta un vero e proprio unicum. Restaurata anche la volta della Sala della Primavera, affrescata da Gregorio De Ferrari, capolavoro del Barocco genovese: «Abbiamo trovato una situazione veramente compromessa, sia a causa dei sali, sia negli stucchi dorati, particolarmente sporchi − descrive Barbara Grimaudo, tecnico restauratore, che insieme alle colleghe Veronica Proserpio, Monica Sciaccaluga ed Elisabetta Invernizzi si occupa da luglio 2021 del restauro della volta − Abbiamo dovuto mettere a punto una calibrata pulitura, testando vari tipi di materiali».

Nel periodo di chiusura, da dicembre 2019, una parte delle collezioni di Palazzo Rosso è rimasta visibile a genovesi e turisti a Palazzo Bianco, che per l’occasione ha rinnovato il proprio percorso: «In questo modo abbiamo consentito ai visitatori di non perdere la possibilità di ammirare questi capolavori − spiega Raffaella Besta, direttrice dei Musei di Strada Nuova − Con questo rinnovamento l’offerta culturale del nostro sistema si arricchirà e tornerà a essere davvero grandiosa: il turista può davvero trascorrere una giornata intera nelle oltre settanta sale del percorso dei Musei di Strada Nuova, riposandosi nei giardini di Palazzo Bianco e avere una visione completa, in Palazzo Rosso, del racconto di una dimora storica: gli arredi, gli affreschi, i dipinti, una collezione di più di due secoli della famiglia Brignole Sale».

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