Borse europee in rosso in seguito all’annuncio di Mosca che ha definito “premature” le indicazioni su un possibile incontro tra Usa e Russia. Con Wall Street chiusa per il Presidents’ Day, in chiusura il Cac 40 di Parigi segna -2,04%, il Dax 40 di Francoforte -2,07, l’Ibex 35 di Madrid -1,22%, il Ftse 100 -0,39%. Dopo l’annuncio del Cremlino la Borsa di Mosca ha visto l’indice benchmark Moex Russia Index scendere fino a -8,6%, mentre l’indice Rts, denominato in dollari, è crollato del 10%. In ribasso tutte le azioni scambiate nei listini, penalizzate soprattutto Gazprom e Sberbank, in calo di oltre l’8%.
In sensibile ampliamento lo spread Btp/Bund, a 171 punti (+4,91%).
A Piazza Affari quasi tutti i titoli del Mib hanno terminato le contrattazioni in territorio negativo, tranne le Nexi +1,02%) e le Diasorin (+0,13%). In fondo è finita Exor (-4,51%) che risente dell’annuncio dell’accordo transattivo da 746 milioni con il fisco italiano. In ribasso anche Cnh Industrial (-3,74%).
Sul mercato dei cambi, euro stabile a 1,1338 dollari da 1,1335 venerdì in chiusura e a 130,17 yen (da 130,49), mentre il rapporto dollaro/yen è a 114,82 (da 115,12). In rialzo i prezzi del petrolio: il future aprile sul Wti sale dell’1,3% a 91,4 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent scambia a 95,2 dollari (+1,7 per cento).
























