«Serve uno spirito di concertazione che faccia da adesivo fra le parti. Durante la pandemia, abbiamo visto l’importanza dei corpi intermedi, che hanno funzione di tramite tra le istituzioni e i cittadini». Lo ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti questa mattina, nel corso dell’intervento di apertura del convegno “Le risorse del Pnrr” in corso a Genova.
Secondo Toti, «il piano vuole e deve voler cambiare il paese. Pnrr non è solo infrastrutture e fondi, è un investimento sulla competitività e sull’efficienza della prossima generazione. Normalmente ci si preoccupa di chi voterà domani mattina, non fra dieci o vent’anni. Allo stesso tempo, si vuole dare le stesse opportunità in modo trasversale ai cittadini, affinché i benefici tocchino il residente di una palazzina della Val Polcevera quanto il proprietario di una villa in Albaro».
«Questa pioggia di finanziamenti, che i comitati avranno incarico di far ricadere adeguatamente sul territorio, deve funzionare da traino – ha dichiarato il sindaco di Genova Marco Bucci – non ci aspettiamo solo la ricaduta del denaro in liquidità. Se arrivano 6 miliardi, c’è terreno fertile per farne fruttare altri 20. La sfida è su questo. Queste risorse ci permetteranno di costruire il sistema su cui poggeranno le prossime generazioni. Abbiamo bisogno di professionalità. Project manager, sistema di istruzione, uffici di formazione e di impiego: tutti devono essere coinvolti, e nessuno escluso».
Per Davide Natale, presidente della commissione regionale Next Generation Eu, «Quello di stamattina è un appuntamento che dovrà essere ripreso sui territori. Non tutti sono attrezzati per la sfida, tante piccole istituzioni hanno bisogno di supporto. Abbiamo fatto un emendamento per aiutare i territori».
























