Dalla richiesta di un piano promozionale specifico a sostegno di un settore agricolo legato alla ristorazione, e quindi messo in grave difficoltà dalla pandemia, alle difficoltà di accesso ai bandi Psr che non hanno attribuito punteggi ai viticoli e spesso li hanno esclusi dal finanziamento, con lungaggini nelle stesse istruttorie.

E ancora l’occasione mancata di misure anti Covid adatte alla viticoltura ligure, come il taglio d’annata incrementato in percentuale al 30%, oltre all’indicazione dei viticoltori albenganesi favorevoli al mantenimento delle Doc liguri locali e contraria ad evoluzioni in unico soggetto.

Queste le principali richieste dei produttori vitivinicoli della piana ingauna, allarmi lanciati all’assessore regionale Alessandro Piana e al consigliere Stefano Mai nel corso della visita all’Enoteca regionale ligure.

Altro tema rimasto da tempo in sospeso quello dell’ampliamento delle superfici destinate ai vigneti, con la richiesta di certezze per investire su un terreno e convertirlo alla produzione vitivinicola. Le superfici disponibili già ci sono, per questo è stato ancora una volta sollecitato un intervento della Regione per consentire un aumento degli impianti e delle autorizzazioni per le aziende del territorio.

I produttori e le imprese savonesi hanno manifestato apprezzamento per l’operato dell’Enoteca regionale della Liguria quale strumento per la promozione dei vini, ma anche del territorio, con la chiara richiesta di un maggiore sostegno della Regione Liguria in termini di nuova linfa alla commercializzazione e ai canali di vendita.

Posto dai produttori il problema dell’insostenibilità riguardo agli ungulati, con danni maggiori sul territorio viticolo rispetto ad altre coltivazioni, così come il ritardo nei risarcimenti che erano stati promessi dalla stessa Regione.

Non sono mancati riferimenti anche alle nuove frontiere della viticoltura 4.0 che deve interessare tutti gli ambiti della filiera del vino, dalla pianta della vite fino alla sua coltivazione, passando da macchinari, prodotti chimici, attrezzature, cantine, vinificatori, tini, botti, lieviti e altri prodotti per la fermentazione, l’imbottigliamento e l’etichettatura.

Sono stati davvero numerosi gli interventi dei viticoltori associati Cia Savona, che hanno espresso direttamente, e senza timore, all’assessore regionale la difficoltà del momento e la necessità di una tempestiva azione della Regione per salvaguardare il settore e la produzione di eccellenze vinicole fondamentali al rilancio del comparto agroalimentare.

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