Un ricorso presentato nel 2018, nell’autunno 2020 la decisione di fissare l’udienza pubblica al 17 marzo 2021, ieri la pubblicazione della sentenza. «Sentenza che non arriva all’improvviso, il Comune sapeva che c’era un ricorso in ballo, ma è andato avanti come se nulla fosse». Così il legale Alessio Barbieri commenta l’accoglimento del Tribunale amministrativo della Liguria del ricorso presentato nel 2018 dal Civ Fronte del Porto–San Teodoro e da Confesercenti contro il procedimento di annullamento della riperimetrazione dello stesso Civ, disposto dal Comune di Genova.

Il Civ San Teodoro ha presentato ricorso al Tar a novembre 2018. Nell’autunno 2020 era stata fissata l’udienza pubblica per il 17 marzo 2021, ieri mattina la pubblicazione della sentenza.

Il Tar ha quindi ripristinato la perimetrazione antecedente, cioè quella sancita dalla determinazione della Direzione Sviluppo Economico dell’8 novembre 2017, che ne aveva ampliato l’estensione fino a ricomprendere anche l’area poi assegnata a Esselunga per la realizzazione di una grande struttura di vendita dalla contestatissima delibera del consiglio comunale del 23 febbraio scorso.

Poiché, dopo la sentenza del Tar, quest’area torna all’interno del perimetro del Civ, l’ipermercato non può più essere realizzato, stante il divieto previsto dalla legge regionale n. 1 del 2007 (art. 26 comma 3 quater): la legge prevede che “laddove esista un centro integrato di via, all’interno dell’area perimetrata dal Comune, è vietato l’insediamento di grandi strutture di vendita, centri commerciali nella forma di grandi strutture di vendita, parchi commerciali, distretti commerciali tematici, polo enogastronomico, in quanto aree soggette a particolare tutela ambientale”.

Da sinistra: Alessio Barbieri, Andrea Solinas, Massimiliano Spigno, Paolo Barbieri

«Una vicenda giudiziaria che nasce per volontà del Comune – sostiene Paolo Barbieri, vicedirettore Confesercenti Genova, in un incontro organizzato insieme al Civ Fronte del Porto, per fare chiarezza sulla vicenda – Da parte nostra c’è sempre stata apertura al dialogo, ma poiché la comunicazione di annullamento della perimetrazione del Civ è arrivata con una fredda Pec a ridosso del Ferragosto del 2018, a quel punto non abbiamo potuto che proseguire sulla strada del ricorso».

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Il ricorso e gli effetti sull’autorizzazione a Esselunga

Il ricorso del Civ Fronte del Porto è stato presentato nel novembre 2018. La sentenza, dopo l’udienza pubblica del 21 marzo scorso, è stata pubblicata ieri mattina. «L’oggetto del contendere, come bene chiarisce la sentenza, è la perimetrazione del Civ – spiega Alessio Barbieri, legale autore del ricorso – Questa questione ha poi un effetto indiretto sul procedimento, che ha però vita autonoma, che riguarda l’autorizzazione di Esselunga per la grande struttura di vendita. Nel momento in cui è stato reso nulla il precedente annullamento d’ufficio della perimetrazione del 2018, torna valida la perimetrazione approvata nel 2017, che ricomprende nel perimetro del Civ anche quelle aree interessate dall’insediamento di Esselunga. A questo punto, scatta l’applicazione della legge regionale che prevede il divieto di realizzazione di grandi strutture di vendita nelle aree dei Civ. Essendo ancora in itinere il procedimento autorizzativo per Esselunga, a mio avviso il Comune non può che prendere atto della sentenza del Tar e sospendere o negare l’autorizzazione all’insegna della gdo per la grande struttura di vendita. Il Comune non può a sua discrezione approvare o non approvare un divieto di legge».

«È importante partire dal perché siamo arrivati al ricorso, e a questa vittoria – precisa Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova – Ricorrere all’autorità giudiziaria non è sicuramente un obiettivo della nostra associazione, né dei Civ e degli operatori che rappresentiamo: il nostro obiettivo è, e rimane, quello di tutelare le piccole e medie imprese attraverso un dialogo a tutti i livelli istituzionali tra cui, ovviamente, le amministrazioni comunali e, in particolare, l’amministrazione della nostra amata città. In questo caso, però, eravamo stati letteralmente costretti dalle azioni del Comune di Genova a farci promotori, insieme al Civ Fronte del Porto, del ricorso che viene oggi accolto, essendoci stata preclusa ogni via di dialogo ed essendo stati messi davanti a un fatto compiuto».

Perché il Civ Fronte del Porto vuole ampliare il perimetro

Per Andrea Solinas, presidente del Civ Fronte del Porto, «l’obiettivo dell’ampliamento della perimetrazione del centro integrato di via era quello di cercare nuovi associati e, soprattutto, di riqualificare l’area di San Teodoro, considerando che di fronte a noi attraccano crociere e traghetti. Una riqualificazione che, come sosteniamo da tempo, deve passare soprattutto dal mercato storico di Dinegro, che consentirebbe l’ingresso di nuovi operatori e darebbe lustro al quartiere. Ma questo annullamento della riperimetrazione è stato improvviso, senza dialogo, con una fredda pec, non abbiamo potuto fare altro che ricorrere al Tar. Noi siamo stati sempre leali con il Comune, siamo stati sempre aperti al confronto, ora aspettiamo fiduciosi perché abbiamo importanti progetti per la riqualificazione del quartiere di San Teodoro, che presenteremo a tempo debito».

Gli sviluppi

Si attende ora l’esito della Conferenza dei Servizi, che resta confermata per oggi pomeriggio, secondo quanto riporta l’Ansa. Secondo Alessio Barbieri, le strade percorribili sono due, ma una sembra poco probabile: «Il Comune può prendere atto della sentenza del Tar e negare quindi l’autorizzazione a Esselunga per la realizzazione dell’ipermercato – spiega – Se invece  andasse avanti per la propria strada, questa decisione sarebbe a mio avviso un atto non solo illegittimo, ma anche nullo oltreché annullabile».

Ma poiché il Tar è intervenuto prima del rilascio dell’autorizzazione a Esselunga, «mi sembra poco probabile che il Comune prosegua per la sua strada ignorando la sentenza del Tar».

Palazzo Tursi potrebbe anche ricorrere in appello al Consiglio di Stato: «In questo caso i tempi non sarebbero brevi, ma nemmeno lunghissimi, di certo non una questione di settimane, ma da un minimo di sei mesi a un anno», ipotizza il legale, che ritiene comunque che «la sentenza del Tar possa benissimo superare l’appello in Consiglio di Stato: è lucida, coerente e ben motivata, con principi di diritto consolidati». Barbieri tende a escludere anche l’ipotesi di una sospensione.

Dal punto di vista di Esselunga, l’insegna potrebbe comunque decidere di aprire una struttura di medie dimensioni nell’area “incriminata”, rispettando la pianificazione originaria.

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