Terapie intensive ancora in lieve affanno in Liguria, secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe: il 31% su una soglia del 30%. In calo invece tutti gli altri indicatori sulla diffusione dei contagi: i casi attualmente positivi per 100 mila abitanti sono 425, con una variazione percentuale del -12%. I posti letto in area medica occupati da pazienti Covid-19 sono del 33%, sotto la soglia considerata critica. Per quanto riguarda le vaccinazioni la Liguria balza al primo posto in Italia con oltre il 20% della popolazione che ha ricevuto almeno una prima dose. Nello specifico: l’8,9% dei liguri ha completato il ciclo, mentre il 13,9% solo la prima dose.

Per quanto riguarda l’età dei vaccinati però, la Liguria risulta quart’ultima sugli over 80 (in rapporto alla popolazione sono molti di più rispetto alle altre regioni): il 47% ha ricevuto il ciclo completo, il 26% solo la prima dose.

Per la fascia di età 70-79 anni la Liguria ha completato la vaccinazione per il 3,7% della popolazione, mentre la prima dose è stata somministrata al 38,8%.

Appena iniziata la vaccinazione della fascia 60-69 anni: Liguria seconda dietro al Molise con il 2% di persone che hanno completato il ciclo e il 6,3% che ha ricevuto solo la prima dose.

«Il decreto Riaperture approvato ieri dal consiglio dei ministri – sostiene Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe – è basato su un “rischio ragionato”: è una decisione politica presa sul filo del rasoio se guardiamo ai dati della pandemia e alle coperture vaccinali, ma al tempo stesso un coraggioso atto di responsabilità del governo per rilanciare numerose attività produttive e placare le tensioni sociali che affida ai cittadini una grande responsabilità. Chiaramente, se le graduali riaperture saranno interpretate come un “liberi tutti”, una nuova impennata dei contagi rischia di compromettere la stagione estiva».

Per garantire l’irreversibilità delle riaperture, pertanto, la Fondazione Gimbe esorta governo e Regioni a elaborare una strategia esplicita e condivisa per arginare la verosimile risalita dei contagi e, soprattutto, un piano di medio-lungo periodo per uscire dalla pandemia che tenga conto, oltre che delle coperture vaccinali, di scenari epidemiologici e criticità mai risolte in 14 mesi di pandemia.

Dinamiche della pandemia e controllo della risalita della curva dei contagi

  • Gli effetti di un’Italia rosso-arancione saranno visibili almeno sino a metà maggio: nelle prossime settimane i nuovi casi scenderanno ancora e si ridurrà la pressione sugli ospedali.
  • Il progressivo ritorno al giallo e la riapertura delle scuole determineranno inevitabilmente una risalita dei contagi, solo parzialmente mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all’aperto per l’aumento delle temperature che riduce l’effetto aerosol.
  • È impossibile in tempi brevi ridurre l’incidenza settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 casi per 100.000 abitanti, soglia massima per riprendere un tracciamento efficace.
  • La vaccinazione di over 70 e fragili avrà un impatto rilevante nei prossimi mesi su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus perché la copertura vaccinale della popolazione è ancora esigua.

Strategie di monitoraggio

  • Il sistema delle Regioni “a colori”, valido secondo il principio di proporzionalità delle misure, richiede un’adeguata revisione dopo quasi sei mesi di “sperimentazione” che ne ha rilevato numerosi limiti.
  • Servono nuovi parametri nazionali per attuare tempestive chiusure locali ed evitare la diffusione del contagio, arginando così la necessità di restrizioni più estese e rigorose.

Mancati investimenti e adeguamenti

  • Testing, Tracing & Treating (TTT): laboratori per processare tamponi molecolari; sistemi di tracciamento; app; isolamento monitorato dei positivi e loro contatti stretti; Usca.
  • Scuole: sistematiche strategie di screening di massa a cadenza periodica; adeguamenti dei sistemi per il ricambio d’aria, nonostante la dimostrata trasmissione per aerosol del Sars-CoV-2.
  • Trasporti locali: luoghi a elevata probabilità di contagio, soprattutto nelle ore di punta e nelle percorrenze medio-lunghe.
  • Smartwork: citato in tutti i provvedimenti come modalità di lavoro da prediligere ove possibile, non è mai stato incentivato tramite misure di sgravio fiscale.
  • Controlli: molto intensi durante il primo lockdown, si sono progressivamente allentati.

Altro

  • Uniformare le norme sulla mobilità interregionale a quelle per i viaggi all’estero, sia per limitare i contagi di rientro, sia per non danneggiare il turismo nazionale.

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