Il monitoraggio indipendente sul Covid della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 31 marzo-6 aprile 2021 uno sforamento dei posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19 in Liguria (35% su una soglia del 30%), oltre che un peggioramento dei casi attualmente positivi per 100 mila abitanti: 524. In calo invece la variazione percentuale dei nuovi casi (-4,3%). Restano sotto la soglia del 40% i posti letto in area medica occupati da pazienti Covid: 38%. Buoni anche alcuni dati sui vaccini.

«La lentezza con cui scendono i nuovi casi – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe – insieme alla limitata copertura vaccinale dei soggetti più fragili non permettono di ridurre la pressione sugli ospedali, dove la situazione rimane critica». «Sui nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – sottolinea Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – la media mobile a 7 giorni ha iniziato la discesa, ma il valore registrato il 6 aprile (229 ingressi/die) rimane ancora superiore a quello di un mese fa (202 ingressi/die)».

«Fissando a domenica 4 aprile il termine del 1° trimestre – spiega Cartabellotta – risultano consegnati a livello nazionale quasi il 90% dei vaccini attesi, anche se va ricordato che la prima versione del Piano vaccinale prevedeva oltre il doppio delle dosi, ben 28,3 milioni. Tra tagli alle forniture, temporaneo stop ad AstraZeneca e consegne trimestrali “last minute” i numeri di marzo sono lontani dagli obiettivi del piano Figliuolo, che prevedeva di raggiungere 210.000 somministrazioni al giorno a metà marzo e 300.000 entro il 23 marzo. E soprattutto le 500.000 somministrazioni al giorno dal 15 aprile sono ancora un miraggio che rischia ulteriori rallentamenti per le eventuali restrizioni e, soprattutto, le diffidenze individuali sul vaccino AstraZeneca».

Per quanto riguarda le somministrazioni dei vaccini in Italia degli oltre 4,4 milioni over 80, 1.627.429 (36,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.264.690 (28,6%) hanno ricevuto solo la prima dose, con importanti differenze regionali. In Liguria hanno completato il ciclo il 37,9% un dato quindi superiore alla media nazionale.

Nella fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, solo 131.931 (2,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 853.458 (14,3%) hanno ricevuto solo la prima dose. In Liguria il dato è inferiore al livello nazionale: 1,9%.

Per quanto riguarda il ciclo vaccinale in relazione a tutta la popolazione la Liguria è al quarto posto con il 7,2% ad aver completato la trafila.«La lenta discesa dei contagi nelle ultime due settimane – conclude Cartabellotta – sovrastimata dal drastico calo dei tamponi non deve alimentare irrealistiche illusioni. Oggi siamo in piena terza ondata, con una situazione ospedaliera molto critica in oltre metà delle Regioni e, al di là dell’aneddotica e di studi preliminari, non esistono terapie domiciliari di documentata efficacia utilizzabili su larga scala per ridurre le ospedalizzazioni. Sul fronte vaccini, il ritmo della campagna è ancora lontano dagli obiettivi fissati per aprile dal piano Figliuolo, il caso AstraZeneca rischia di determinare ulteriori rallentamenti, la copertura vaccinale di anziani è ancora insufficiente e quella dei soggetti fragili non nota. Infine, nel piano delle riaperture è fondamentale tenere conto che non sono stati attuati interventi strutturali né a livello sanitario come il potenziamento testing & tracing, né a livello di sistema come mezzi di trasporto, areazione scuole e locali pubblici, eccetera. In questo scenario, spettano al governo Draghi ardue scelte politiche per contemperare il diritto alla salute con gli altri diritti e le libertà tutelati dalla Costituzione al fine di consentire il rilancio delle attività economiche e la ripresa del Paese».

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