Con una capacità iniziale di 2 mila vaccini al giorno, espandibile fino a 5 mila, sono partite oggi le attività al nuovo centro di vaccinazione anti-Covid alla Fiera del Mare di Genova.

1.300 metri quadrati allestiti al padiglione Jean Nouvel, anche grazie all’intesa – prima in Italia – siglata tra Regione Liguria, Alisa e Asl e sanità privata convenzionata: «Qui oggi c’è tutto il mondo della sanità, la sanità privata, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, la Lega delle Cooperative, a prescindere dai colori, il mondo della sanità è qui per dare una mano. Credo che sia un esperimento unico in Italia, una best practice, che darà un potenziale vaccinale straordinario alla Liguria», commenta il presidente della Regione Giovanni Toti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un altro passo verso i 13.500 vaccini giornalieri che la Liguria deve riuscire a somministrare per contribuire a raggiungere l’obiettivo nazionale dei 500 mila al giorno. Del resto, come ha sottolineato anche Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, ognuno deve fare la sua parte: «Non c’è un solo responsabile nell’intera filiera vaccinale».

Lo rimarca anche Toti che, riferendosi alle recenti dichiarazioni del governatore campano Vincenzo De Luca a proposito dello Sputnik, spiega: «il Paese deve garantire e fare avere i vaccini alle Regioni, le Regioni devono distribuirli, le agenzie devono assicurarne l’efficacia e la sicurezza. I vaccini che sono utili e che funzionano verranno utilizzati. Ognuno deve fare il suo».

La nuova struttura risponde alle linee guida della campagna vaccinale del governo, una concomitanza tra «capillarizzazione nei piccoli centri abitati e grandi hub nelle aree metropolitane», come ricorda Francesco Paolo Figliuolo, presente all’inaugurazione. «Noi facciamo verifiche in tutte le regioni − ha spiegato − ciò significa vedere se quello che pianifichiamo sta effettivamente diventando realtà. In caso di discostamenti dal piano, aggiustiamo il tiro».

 

 

 

 

 

 

 

 

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Intanto, conferma Figliuolo, domani in Liguria arriverà la quota assegnata del milione di dosi di Pfizer. «Mandateci più dosi di vaccino possibili perché noi certamente le inietteremo», afferma Marco Bucci, sindaco di Genova, che poi si sbilancia: «Vorremmo essere la prima città italiana vaccinata completamente, potrebbe essere un grande obiettivo». Un nuovo “modello Genova”? «Ci sono modelli in ciascuna regione, a me interessa che si raggiungano i numeri − sostiene Figliuolo − quella collaborazione tra pubblico e privato è una buona pratica, ce ne sono anche altre. Venendo qui ho visto un autobus elettrico con la scritta “vaccinazioni”. Anche questa è una buona pratica, un esempio di “città del futuro”. Sono convinto che l’Italia, anche prendendo esempio da quello che si fa qui a Genova, ce la farà».

Il nuovo hub: spazi e personale

Due le linee di vaccinazione all’interno dell’hub, come rende noto l’Ansa: una, gestita dalla Asl 3, è rivolta alla fascia d’età compresa tra i 79 e 75 anni, a cui sarà somministrato il vaccino AstraZeneca. Seguiranno la fascia d’età 74-70 anni e le altre previste dalle linee guida del ministero della Sanità.

La seconda linea è gestita dal personale della sanità privata convenzionata e rivolta alle persone “estremamente vulnerabili”, a cui sarà somministrato il vaccino Pfizer-BionTech.

Nel padiglione sono stati allestiti 44 box vaccinali e circa 500 sedie: una parte è dedicata all’attesa pre-vaccinazione e una parte all’osservazione per almeno 15 minuti subito dopo la somministrazione del vaccino.

Per Luigi Bottaro, direttore generale dell’Asl 3, l’hub è stato studiato «sul modello di un aeroporto. Ma riteniamo che il viaggio sia di solo ritorno, cioè di un ritorno alla normalità».

Per quanto riguarda il personale impiegato, l’Asl 3 fornirà nella prima settimana un minimo di 14 medici, 12 infermieri, 36 operatori socio sanitari (oss), 4 diluitori.

Per la sanità privata, 15 oss in fase di accoglienza, 6 medici, 4 infermieri, oltre a 12 volontari per accompagnare le persone dai box di somministrazione all’area di osservazione e 4 unità di personale amministrativo per la verifica della documentazione a corredo dell’anamnesi e del consenso informato e l’assistenza per l’eventuale compilazione.

saranno inoltre presenti 15-20 volontari al giorno della Protezione civile, alcuni operatori dell’Ordine di Malta e ausiliari dei Carabinieri per gestire i flussi delle persone.

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