Al via un innovativo progetto pilota relativo al programma di Screening neonatale per la diagnosi tempestiva e simultanea di atrofia muscolare spinale (sma) e immunodeficienze combinate gravi (scid).

Il progetto, elaborato grazie al contributo di molti professionisti dell’ospedale Gaslini di Genova, è stato approvato il 16 dicembre 2020 dal Comitato Etico Regionale. Sarà offerto nei prossimi due anni all’intera popolazione neonatale della Liguria, permettendo l’identificazione precoce di pazienti con patologie gravi potenzialmente trattabili.

«Basterà una goccia di sangue prelevata dal tallone del neonato e depositata su un apposito cartoncino per diagnosticare rapidamente e trattare precocemente queste due patologie gravi, ma potenzialmente curabili», annuncia il presidente dell’Istituto G. Gaslini Edoardo Garrone.

Sma e scid: cosa sono

 

L’atrofia muscolare spinale (che ha un’incidenza di circa 1 su 7 mila-10 mila) è una malattia ereditaria delle cellule nervose del midollo spinale, quelle da cui partono i segnali diretti ai muscoli. Colpisce i muscoli volontari usati per attività quotidiane quali andare carponi, camminare, controllare il collo e la testa, deglutire.

Le immunodeficienze combinate gravi (incidenza uno su 50 mila) rappresentano un gruppo ampio di malattie rare su base genetica con insorgenza nel primo anno di vita. Sono caratterizzate da una grave alterazione della risposta immune e da un’elevata suscettibilità alle infezioni virali e batteriche.

L’inizio del trattamento avviene così nelle primissime settimane di vita: il trapianto di cellule staminali per le scid e la terapia genica per la sma. «Nella maggior parte dei casi quindi in una fase pre-sintomatica, consentirà di massimizzare i risultati della terapia migliorando significativamente la qualità di vita dei neonati malati», spiega il direttore generale dell’Istituto G. Gaslini Renato Botti.

Il Programma di Screening inizierà entro i primi mesi dell’anno 2021, in collaborazione con il punto nascita del Gaslini e di seguito con tutti i punti nascita della Liguria.

«Il Gaslini − afferma il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti − si conferma ancora una volta un importante polo multidisciplinare, all’avanguardia nello sviluppo di progetti di ricerca che hanno come obiettivo principale quello di cambiare l’evoluzione di gravi malattie genetiche. Anche in questo caso, la diagnosi precoce è essenziale per intervenire tempestivamente e consentire addirittura una regressione della malattia. Nonostante la pandemia da Covid-19, che ha coinvolto in modo attivo il nostro Ircss pediatrico quale hub regionale anche per tutto quello che concerne l’infezione nei bambini, i ricercatori hanno traguardato questo importantissimo risultato, che, grazie alla capacità di rete del nostro sistema sanitario, sarà messo a sistema per offrire a tutti i neonati liguri la migliore vita possibile».

L’iniziativa nasce grazie al cofinanziamento dell’Irccs Giannina Gaslini e dell’azienda farmaceutica produttrice del medicinale, capace di correggere il difetto genico causativo di sma determinando la regressione della malattia. Il farmaco è stato approvato a livello internazionale da Fda e da Ema ed è stato autorizzato in Italia da Aifa lo scorso 17 novembre.

Mohamad Maghnie

«In seguito alla valutazione della letteratura, alle notevoli innovazioni in campo terapeutico e tecnologico e considerando gli sviluppi legislativi in materia di diagnosi precoce, nei primi mesi del 2019 il Centro Screening Neonatale Regionale, facente parte della Uoc Clinica Pediatrica e Endocrinologia del Gaslini, ha coinvolto diverse unità operative dell’istituto e i punti nascita liguri per valutare la fattibilità di progetto includendo tutte le competenze specialistiche necessarie alla realizzazione di un programma complesso e articolato di screening neonatale», spiega Mohamad Maghnie, direttore della uoc Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Irccs Gaslini, Università di Genova.

«Nell’agosto 2019 è iniziata presso il centro screening l’ottimizzazione del kit diagnostico commerciale di recente sviluppo che permette per la prima volta in Italia di effettuare l’analisi simultanea dei marcatori per sma e scid tramite un test multiplex di nuova generazione», conclude Maghnie.

La presentazione del progetto

Nel laboratorio per lo Studio degli errori congeniti del metabolismo (Labsiem) dell’Irccs Gaslini, sono stati raccolti numerosi campioni di pazienti affetti seguiti in follow-up nelle unità operative coinvolte nello studio e campioni neonatali anonimizzati. Ciò ha permesso di validare la specificità e sensibilità del nuovo kit e di portare alla costruzione di un robusto protocollo analitico e clinico-diagnostico. Per entrambe le patologie oggetto di studio, tutti gli step che vanno dalla conferma genetica, dalla presa in carico, dal trattamento fino al follow-up del piccolo paziente risultato positivo al test di screening, verranno effettuati all’Irccs G. Gaslini (Uosd Centro di Miologia Traslazionale e Sperimentale, uoc Genetica Medica, uoc Neurologia Pediatrica e Malattie Muscolari, uosd Centro per le malattie Autoinfiammatorie e Immunodeficienze, uosd Centro Trapianto Midollo Osseo e uosd Psicologia).

«In attesa che il tavolo ministeriale decreti l’inizio dello screening neonatale per la sma a livello nazionale, la grande possibilità offerta dalle regioni alle coppie è per la nostra comunità una possibilità molto importante. Una diagnosi nella prima settimana di vita, capace di anticipare la comparsa dei sintomi, permette un immediato avvio delle terapie e regala al bambino e alla sua famiglia un futuro diverso», spiega Daniela Lauro, vicepresidente Associazione Famiglie Sma.

«La diffusione dello screening neonatale per le immunodeficienze severe combinate rappresenta un importante passo avanti per tutti i pazienti − sostiene Alessandro Segato, presidente dell’Associazione dei familiari di pazienti con immunodeficienze primitive − Abbiamo vissuto sulla nostra pelle e su quella dei nostri bimbi il dramma e le conseguenze gravissime che derivano da una diagnosi che giunge tardiva. Grazie alle terapie disponibili, una diagnosi precocissima può migliorare l’aspettativa di vita e la qualità della stessa, spesso evitando la morte prematura del paziente o una gravissima disabilità. Ci auguriamo che nel breve futuro, come avviene oggi per la Regione Liguria, le sperimentazioni regionali di screening sulle immunodeficienze primitive si possano estendere all’intero territorio nazionale, grazie anche alla recente approvazione dell’emendamento Noja al decreto legge Milleproroghe del 2020, che propone importanti modifiche alla legge 167/2016 sullo screening neonatale esteso».

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