Venerdì 29 gennaio, scattano i saldi invernali anche in Liguria, tra le ultime regioni a livello nazionale. Francesca Recine, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Fismo Confesercenti, dice: «Avere riportato l’inizio dei saldi nella sua collocazione naturale, alla fine della stagione, è un risultato importante per il quale Confesercenti si batte da tempo. Ringraziamo quindi l’assessore regionale Benveduti, per la piena collaborazione offerta. L’obiettivo ora deve essere quello di consolidare la tendenza anche per il futuro, unitamente al divieto di promozioni nei 40 giorni precedenti, perché solo così sarà possibile salvaguardare l’unicità dei saldi e, in definitiva, la loro stessa ragion d’essere».

La deroga richiesta al divieto di vendite promozionali per salvaguardare le imprese rispetto alla pandemia non farà perdere appeal per i saldi, sostiene Recine, visto che le collezioni disponibili sono ancora pienamente assortite.

«Per il commercio di tradizione – spiega la presidente – non è pensabile inseguire i ritmi imposti dalla grande distribuzione con scontistiche continue e produzione fatte ad hoc per le svendite: le nostre sono piccole imprese che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone e contribuiscono a mantenere in vita il tessuto socio-economico delle nostre città, nonché l’intera filiera del settore moda e dunque di una parte consistente del Made in Italy. Per sopravvivere però hanno bisogno di stagionalità lunghe, su cui poter lavorare con una marginalità adeguata».

L’assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli ha concertato, con l’assessorato alla Mobilità e a un’intesa con Genova Parcheggi un’agevolazione per favorire gli acquisti: «Per il prossimo fine settimana – venerdì 29 e sabato 30 gennaio – e sabato 6 febbraio, in concomitanza con l’avvio dei saldi invernali, il Comune di Genova ha disposto la gratuità della sosta in tutti i posti auto su strada nelle zone Blu Area, Isole Azzurre, gestite da Genova Parcheggi».

Non saranno comunque i soli saldi posticipati a salvare il settore moda, sottolinea Recine: «Anche la nostra categoria è stata pesantemente penalizzata dai lockdown, eppure non rientra tra le attività beneficiarie dei ristori: il governo che verrà deve rendersene conto e porre rimedio a questa situazione, stanziando delle risorse ad hoc. È innegabile che l’impennata dello smart working e la chiusura anticipata di bar e ristoranti abbiano fortemente limitato i flussi nelle nostre città. Anche chi, come i commercianti al dettaglio, lavora in sinergia col territorio in cui opera, è stato colpito duramente e indipendentemente dal fatto di poter rimanere aperto».

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