Una perdita di fatturato di quasi il 47% nel 2020, per circa 21 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente: l’incasso a fine anno è stato di 23,5 milioni contro i circa 44 milioni del 2019. Quaranta dipendenti, sui 231 totali, hanno accettato l’incentivo all’esodo e sono andati in pensione. Sono i numeri con cui il Casinò di Sanremo chiude il 2020.

A incidere sui conti della casa da gioco, ancora ferma, sono le due chiusure forzate del 2020: il primo lockdown, dall’8 marzo al 16 giugno, poi dal 25 ottobre a Capodanno.

I minori incassi significano anche minori entrate per il Comune della città dei fiori, socio unico della società gestore del Casinò: «Mediamente il Comune riceve circa 7 milioni di euro all’anno dalla casa da gioco», spiega il presidente della casa da gioco, Adriano Battistotti.

Vista la situazione, l’azienda ha avanzato la proposta di incentivo all’esodo a diverse decine di dipendenti, per la maggior parte amministrativi e impiegati del gioco, ed è ora scesa sotto le 200 unità, attualmente in cassa integrazione: «A questi dipendenti si aggiunge un altro centinaio di persone che lavorano per i servizi esterni – spiega Battistotti – Cioè la pulizia, la sorveglianza – circa 15 agenti – il servizio di guardaroba, la ristorazione».

Per Battistotti il danno economico «è ancora più frustrante se guardiamo tutte le misure di sicurezza che abbiamo adottato durante il lockdown, approfittando della chiusura forzata, seguendo anche un protocollo molto più rigido delle linee guida che ci sono state fornite: pannelli divisori di plexiglas tra le postazioni di gioco, termoscanner di ultima generazione agli ingressi, come quelli degli aeroporti, per intenderci. Un circuito video interno con 300 telecamere di sorveglianza, per rilevare anche violazioni delle norme del dpcm, come assembramenti o inutilizzo di mascherine. Dispenser di igienizzante in ogni angolo, ovviamente. Misure che hanno conferito sicurezza ai nostri clienti, tanto che in estate abbiamo registrato una flessione solo del 10%, una conquista di questi tempi. Eppure, siamo tutt’ora chiusi».

A tenere in piedi i conti del Casinò, al momento, solo il gioco online, che porta nelle casse della società circa 300 mila euro al mese: «La roulette live, in particolare, è apprezzata dai clienti, perché si tratta del gioco vero, con un nostro croupier, a cui si può partecipare da remoto», conclude Battistotti.