Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe conferma nella settimana 6-12 gennaio 2021, rispetto alla precedente, l’incremento dei nuovi casi di Covid-19 (121.644 vs 114.132) a fronte di un lieve calo del rapporto positivi/casi testati (29,5% vs 30,4%).

Stabili i casi attualmente positivi (570.040 vs 569.161) e, sul fronte ospedaliero, lieve risalita dei ricoverati con sintomi (23.712 vs 23.395) e delle terapie intensive (2.636 vs 2.569); ancora in aumento i decessi (3.490 vs 3.300).

Rispetto al panorama nazionale, la Liguria mostra indicatori inferiori alla media per quello che riguarda i casi positivi per 100 mila abitanti (324 vs 944 nazionale) e l’incremento dei casi (+3,8% vs 5,6%). Inferiore anche il rapporto tra positivi e casi testati (29% vs 29,5%), ma in Liguria i casi testati per 100 mila abitanti sono anche meno rispetto a quelli testati mediamente in Italia (525 vs 682). Un solo dato è oltre la media nazionale (e oltre la soglia limite), cioè quello dell’occupazione di posti letto Covid-19 nei reparti ospedalieri: 42% vs 37% nazionale. La soglia definita critica è del 40%. Per quello che riguarda invece l’occupazione delle terapie intensive, in Liguria si attesta al 30% (al limite) contro il 31% nazionale. 

Il dettaglio delle variazioni nella settimana 6-12 gennaio rispetto alla settimana precedente:

 

Decessi: 3.490 (+5,8%)
Terapia intensiva: +67 (+2,6%)
Ricoverati con sintomi: +317 (+3,4%)
Nuovi casi: 121.644 (+6,6%)
Casi attualmente positivi: +879 (+0,2%)
Casi testati +36.433 (+9,7%)
Tamponi totali: +89.492 (+10%)

«I dati – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali e, sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie intensive, dove l’occupazione da parte di pazienti Covid supera in 10 regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle terapie intensive».

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese «non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus − osserva Cartabellotta − Considerando che le prossime settimane saranno cruciali per il controllo della pandemia nell’intero 2021, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, la Fondazione Gimbe sta elaborando una proposta per la gestione 2021 della pandemia, integrata con le certezze/incertezze del piano vaccinale».

Le linee generali del piano prevedono la continua valutazione di cinque variabili che condizionano il controllo della pandemia: la circolazione del SARS-CoV-2, in termini di incidenza di nuovi casi per 100 mila abitanti. Impatto del Covid-19, sia sul sovraccarico dei servizi sanitari, sia sulla prognosi della malattia (aggravamenti, decessi), sia sulla riduzione dell’assistenza per pazienti non Covid. Aderenza della popolazione alle misure individuali: distanziamento sociale, utilizzo della mascherina, igiene delle mani, aerazione degli ambienti chiusi, eccetera. Copertura vaccinale, fortemente condizionata da approvazione e disponibilità dei vaccini. Al momento gli accordi con Pfizer-BioNTech e Moderna garantiscono all’Italia 102,3 milioni di dosi, ma le tempistiche di consegna sono certe solo per circa 37 milioni di dosi (10 entro marzo, 12,8 entro giugno e 14,8 entro settembre), a cui si aggiungerebbero ulteriori 40,3 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca entro giugno in caso di positiva valutazione dell’Ema, attesa per il 29 gennaio.

Obiettivo strategico di contrasto alla pandemia, secondo la classificazione di un recente articolo pubblicato sul BMJ: Eliminazione, che mira a interrompere la catena di trasmissione del virus con azioni tempestive e incisive in caso di individuazione di nuovi focolai, attraverso un efficiente sistema di testing & tracing e l’isolamento non più fiduciario ma controllato, oltre alle misure individuali (es. Cina, Hong Kong, ma anche paesi democratici quali Corea del Sud, Taiwan, Australia, Nuova Zelanda).

Soppressione: prevede misure progressivamente più stringenti all’aumentare dei casi, con l’obiettivo di appiattire la curva epidemica (es. lockdown italiano della prima ondata).

Mitigazione: prevede misure progressivamente più stringenti all’aumentare dei casi, meno incisive rispetto alla soppressione e finalizzate a flettere la curva epidemica per limitare il sovraccarico dei servizi sanitari (es. gestione della seconda ondata in Italia).


«Nel primo trimestre 2021 – spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – con una copertura vaccinale minima ci si attende un’elevata circolazione del SARS-CoV-2 (con preoccupanti incertezze sulle nuove varianti) ed elevato impatto della Covid-19 sui servizi sanitari. Di conseguenza, per centrare l’obiettivo di eliminazione del virus, è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, per ridurre in modo rilevante i casi attualmente positivi e appiattire la curva epidemica».

In questo modo, con l’arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali, la minore circolazione del SARS-CoV-2 permetterebbe durante i mesi estivi la ripresa di un’efficiente attività di tracciamento per raggiungere l’obiettivo della progressiva eliminazione.

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