Il raggiungimento del 65% della raccolta differenziata a Genova entro il 2024, investimenti per oltre 90 milioni nel quadriennio 2021-2024 (di cui 82 milioni per Genova e 10 per il resto dell’Ato genovesato), a cui vanno aggiunti i 44 milioni del project financing dell’impianto Tmb (trattamento meccanico-biologico) in costruzione a Scarpino e che entrerà in funzione nella primavera del 2022 e che al termine dei 25 anni di contratto con Iren resterà di proprietà di Amiu.

Sono alcuni dei punti salienti del nuovo piano industriale di Amiu, presentato questa mattina.

«Quando ci siamo insediati nel luglio 2017 – ricorda l’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora – abbiamo trovato un’azienda che sul conto aveva poche decine di migliaia di euro sul conto. Oggi è un’impresa consolidata, che ha aumentato il numero dei lavoratori, riaperto Scarpino ed effettuato investimenti per chiudere il ciclo dei rifiuti. Sono stati tre anni non facili. Ora si può davvero aumentare il livello di servizio».

Investimenti

50 milioni per 303 automezzi tradizionali, bilaterali, ecovan, scarrabili e spazzatrici. 28 milioni per 19.400 cassonetti intelligenti. 10 milioni per siti di logistica, immobili e unità territoriali.

«Amiu, per i prossimi 15 anni sarà il principale gestore dei servizi nella Città Metropolitana – spiega Tiziana Merlino, direttore generale, un punto di riferimento industriale per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria e un gruppo flessibile, efficiente e sostenibile».

Il contratto di servizio con la Città metropolitana di Genova (per quanto riguarda l’Ato genovesato) prevede la divisione in sei aree territoriali: Valli Stura, Orba e Leira (Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto), costiera (Cogoleto, Arenzano), Alta Val Polcevera (Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Riccò), Area Genova (Genova, Davagna), Valle Scrivia (Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna, Vobbia), Val Trebbia (Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno, Torriglia) oltre a due Comuni in appalto: Uscio e Recco.

Con questa nuova gestione sono previsti 2,3 miliardi di euro di ricavi in 15 anni per il servizio in 31 Comuni per 650mila abitanti e 320 mila tonnellate di rifiuti urbani prodotti. Dal 2021 i dipendenti sono aumentati di 120 unità, raggiungendo quota 1670, utilizzando la clausola sociale per l’assorbimento dei dipendenti legati ai precedenti gestori.

A livello percentuale gli incrementi sono questi: +5% di popolazione servita (rispetto a quella del 2020), +81% di territorio servito, +8% i rifiuti gestiti.

Per quanto riguarda gli impianti, quello di Sardorella (l’unico impianto pubblico per il trattamento della differenziata multimateriale) sarà il riferimento del genovesato per l’avvio al recupero della raccolta differenziata e sede delle unità operative della Valpolcevera e dell’Alta Val Polcevera (circa 50 operai). A fine 2021 saranno realizzati i lavori per ampliare l’attività su diversi materiali, quelli provenienti da isole ecologiche, ecovan, raccolta stradale e dal centro Raee (Rifiuti elettrici ed elettronici). Occorre però prima risolvere le problematiche di compatibilità ambientale e sociale, la demolizione del padiglione inagibile e la ristrutturazioen e la trasformazione edilizia del padiglione dov’è l’impianto attuale e l’adeguamento della viabilità delle aree esterne.

La situazione è davvero variegata nelle diverse aree: «Abbiamo già situazioni virtuose vicine al risultato con l’area costiera e l’alta val Polcevera, ma anche aree dove la raccolta differenziata deve triplicare in poco più di un biennio, come la val Trebbia», aggiunge Merlino.

Aumentare la raccolta differenziata su Genova, nei piani di Amiu, consentirà di ridurre i costi e aumentare i ricavi: se nel 2020 con raccolta al 33,86% i costi di smaltimento dei rifiuti ammontano a 28,3 milioni, con il 65% di differenziata sarebbero a 16,3 milioni. Meno imponente l’aumento dei costi di avvio a recupero della raccolta differenziata, che rispettivamente passerebbero dagli attuali 3,4 milioni a 7,6 milioni. Aumenterebbero però i ricavi dell’avvio a recupero passando dai 4 milioni del 2020 ai 9,8 milioni con il 65% di differenziata.

Tutto questo si collega con il piano del Comune di Genova legato alla Tari dopo la “doccia fredda” da parte della Corte dei Conti sulle cifre di extracosti da coprire con la tassa.

I nuovi cassonetti, che inizieranno ad arrivare a metà 2021, saranno sistemati in modo che non ci sia spazio libero tra loro (richiamo per sporcizia e abbandoni), con un flusso di conferimento separato da quello di svuotamento, con possibilità di igienizzazione durante ogni svuotamento e con un lavaggio più profondo e accurato. Funzioneranno con pedaliera e apertura a cassetto, senza vincoli di giornata, ma garantendo il riconoscimento tramite tessera elettronica e un monitoraggio per risalire ai trasgressori. I cassonetti “intelligenti” saranno il primo passo verso la cosiddetta tariffazione puntuale (pagare in proporzione a quanto conferito), che sarà attivata a partire dal 2024, probabilmente. «Nulla ci vieta – specifica Merlino – di iniziare prima con sperimentazioni nei primi lotti a partire dalla Bassa Val Bisagno, per esempio».

Previsto nel 2021 il completo rifacimento degli Ecopunti nel centro storico di Genova non ancora oggetto di restyling.

«Il centro storico – sottolinea il sindaco di Genova Marco Bucci – è una delle aree dove la differenziata è già molto alta, sopra il 50%. Complice la raccolta porta a porta per gli esercizi commerciali e il nuovo sistema di accesso agli ecopunti. Altrove invece siamo più indietro». Del resto solo a fine 2020 è stato completato il posizionamento dei cassonetti dell’umido in alcune zone di Genova. Bucci fa anche un appello ai cittadini: «Cerchiamo di non sporcare la città. Questo è uno dei problemi più grossi». Su Genova, nel 2021, l’obiettivo è arrivare al 40% di differenziata.

«Al centro del nostro lavoro quotidiano si conferma il cittadino con le sue necessità e le sue aspettative. A questo si affianca la crescente attenzione di tutti all’impatto ambientale, alla sostenibilità e all’economia circolare – spiega Pietro Pongiglione, presidente di Amiu Genova – l’azienda investirà in mezzi, infrastrutture e impianti ma i propri obiettivi passano attraverso la valorizzazione dell’esperienza e della professionalità delle nostre persone, la capillare presenza sul territorio ed la collaborazione di tutti: lavoratori e cittadini. Questo Piano Industriale detta le modalità e i tempi con cui Amiu intende perseguire i suoi obiettivi, strategici sia per la società, sia per le comunità dei nostri territori».

Del resto l’educazione all’economia circolare si fa anche attraverso sistemi di premialità: Amiu spiega che le macchine mangia plastica installate sul territorio stanno dando risultati notevoli: 100 mila le bottigliette raccolte nelle prime settimane.

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