La crisi globale indotta dalla pandemia da Covid e il lungo e aspro confronto tra Usa e Cina sugli scambi commerciali hanno determinato l’andamento dei mercati finanziari e il valore dei titoli nel 2020. Sono stati colpiti soprattutto i comparti collegati al turismo e ai viaggi, e quelli più sensibili agli scambi internazionali come i tecnologici e gli industriali. A Piazza Affari il 28 dicembre 2020 l’indice Ftse Italia All Share registrava una contrazione del 5,3%, il Ftse Mib -5,2%.

In questo contesto le società propriamente liguri –  o con un forte presidio in Liguria come Centrale del Latte, Iren, Fincantieri, Leonardo –  non hanno fatto eccezione. Partiamo da queste. La performance a un anno di Iren è -24,18%. Il gruppo nel 2020 ha realizzato investimenti stimati oltre 630 milioni di euro (quasi raddoppiati rispetto ai 330 del 2017) e in autunno ha presentato alla comunità finanziaria un piano industriale che prevede entro il 2025 investimenti per circa 3,7 miliardi (+12% rispetto al precedente piano industriale.

Iren

Fincantieri per il 60% circa è legata al business delle crociere, comparto terremotato dalla pandemia, e come gruppo industriale-tecnologico e presente sui mercati internazionali ha sofferto per la guerra commerciale. Inoltre la fusione con il cantiere francese Chantiers de l’Atlantique (ex Stx) ha subito rallentamenti prima da parte delle autorità francesi e poi da quelle europee (dipartimento Concorrenza della Ue), tanto che nei giorni scorsi si è parlato di un fallimento della trattativa. Ora francesi e italiani hanno ottenuto una proroga di un mese per fornire a Margrethe Vestager rassicurazioni che l’operazione non determina un monopolio del mercato. Il risultato di queste vicissitudini è che la performance 1 anno del gruppo navalmeccanico è -39,53%.

Fincantieri

Le turbolenze internazionali hanno condizionato anche l’andamento del nostro colosso industriale ad altissima tecnologia, Leonardo, che accusa –43,90%.

Leonardo

Le difficoltà dell’hi tech a livello mondiale ha coinvolto anche Circle (-8,55%) e Fos (-14,42%). Quest’ultima si era quotato a novembre 2019. L’esordio era stato brillante, la domanda da parte degli investitori risultava pari a 2,9 volte l’offerta. il 29 settembre scorso Fos aveva ottenuto da Integrae Sim il rating “Buy” e l’innalzamento del target price a 5,30 euro (precedente 4,90. «I risultati dell’1H20 – si leggeva nel rapporto di Integrae Sim – nonostante le grandi difficoltà legate alla diffusione dell’epidemia Covid 19, risultano in miglioramento sia in termini di valore della produzione sia in termini di marginalità rispetto ai dati semestrali dello scorso anno.

Perfomance  a un anno negativa, oltre -16%, per Gismondi 1754, colpita dalla pandemia   nella vendita. I valori di Borsa, però, non riflettono ancora l’evoluzione che del business della società che ha implementato l’e-commerce. Nonostante la fase acuta della pandemia già i dati del primo semestre mostravano una crescita complessiva dei ricavi del 6% rispetto ai primi se mesi del 2019.

 

Gismondi

Il colpo durissimo subito all’inizio della pandemia dal fashion ha frenato Giglio Group (-15,96%) che pure il 17 novembre scorso da Midcap Partners aveva ricevuto la conferma del la raccomandazione “buy” e il target price a 5,10 euro. L’analista ricordava che il gruppo «continua a registrare buoni progressi, con ricavi nei 9 mesi 2020 pari a 34,3 milioni, in crescita del 19,3%, aggiungendo che, grazie alla flessibilità della sua piattaforma digitale e al tempestivo lancio del business Healthcare, l’attività del gruppo non è stata sostanzialmente influenzata dalla crisi sanitaria». La società confida sul fatto che i fattori segnalati da Midcap Partners e la presenza nell’e-commerce portino a breve un adeguamento dei titoli alla realtà industriale.

Giglio Group

Performance negativa anche per Ediliziacrobatica (-24,57%) e Maps (-26,77%).

Intonata con l’andamento positivo del comparto alimentare risulta Centrale del latte d’Italia (+2,46%) mentre Orsero (-0,95%) contiene i danni.

A segnare le performance migliori sono le società collegate alle energie rinnovabili come Erg (+19,88%) e Renergetica (+32,80%).

Buono anche il risultato di Sanlorenzo (+4,42%) che opera nella nautica di alta gamma.

Sanlorenzo

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