«Sta crescendo la preoccupazione anche a Genova per il futuro di Moby e Tirrenia». Così Mauro Scognamillo, segretario generale Fit Cisl Liguria.

La flotta è in questi giorni al centro di diverse notizie di mercato per unità ro-ro e traghetti destinati alla dimissione. Sfumato, nei giorni scorsi, anche lo scambio di traghetti tra Moby e la compagnia di navigazione danese Dfds. Operazione da 70 milioni di euro (che avrebbe contribuito ad assottigliare l’esposizione bancaria della società), saltata, secondo l’armatore Vincenzo Onorato, a causa di UniCredit: “In qualità di Security Agent – spiega Onorato al Sole24Ore – non ha dato il consenso alla liberazione delle ipoteche che gravano, a favore di tutto il debito garantito, sulle navi Moby Aki e Moby Wonder, nonostante fosse contrattualmente tenuta a fare ciò”. La mancata operazione ha scatenato la protesta dei marittimi, in particolare a Torre del Greco, dove nei giorni scorsi un gruppo di lavoratori si è incatenato al cancello di ingresso della chiesa del Carmine.

Preoccupazioni che non risparmiano i lavoratori impiegati a Genova: «Ci sono oltre 30 lavoratori amministrativi impiegati nella sede genovese che temono per il loro futuro − spiega il segretario generale Fit Cisl Liguria − La situazione sta diventando sempre più critica, non solo a Genova, ma in tutte le città italiane dove si trovano le sedi dell’azienda. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori tra marittimi italiani, lavoratori diretti e indiretti. È una partita che va affrontata a Roma, direttamente nei ministeri competenti che oggi non hanno ancora compreso la gravità di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane, e dai quali non abbiamo risposte».

«Ogni posto di lavoro va rispettato e difeso in ogni modo – sostiene Davide Traverso, segretario regionale Fit Cisl con delega ai porti – A Genova ci sono 5 lavoratori che si occupano di manutenzioni per Moby e circa 25 impiegati e amministrativi presso Tirrenia.  C’è grande incertezza su queste aziende, legata anche alle guerre intestine fra armatori allettati dalle sovvenzioni statali per le isole: sussiste davvero il rischio che tantissimi lavoratori possano trovarsi senza occupazione da un giorno all’altro. L’assordante silenzio da parte della politica locale ci ha fatto lanciare il grido d’allarme affinché si possa finalmente avere un segnale di attenzione, cosa che mesi fa, per i 15 dipendenti di Tirrenia oggetto di trasferimenti a Livorno e licenziamenti, non c’è stata».

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