Si terrà sabato prossimo, 22 dicembre, l’assemblea dei soci di Banca Carige che dovrà deliberare l’aumento di capitale. Appuntamento cruciale per il futuro dell’istituto di credito, in uno scenario di incertezza. Nonostante l’adesione dello Schema volontario del Fidt all’emessione dei bond che garantisce 320 milioni di euro e la notizia, diffusa l’altro ieri sera della cessione di un portafoglio di 964 milioni di npl, ieri il titolo Carige ha accusato un calo del 13% mentre questa mattina, intorno alle 11, segnava +7,69%.
È vero che ieri a Piazza Affari i bancari hanno chiuso contrastati e oggi volano spinti dall’ottimismo per l’intesa tra Roma e Bruxelles (intorno alle 11 i quattro maggiori rialzi del Ftse Mib erano di quattro banche) ed è anche vero che l’azione Carige ha un valore così basso che un minimo volume di vendita produce effetti sensibili ma oscillazioni così vistose potrebbero essere riconducibili anche ad altri fattori, eventualmente in concomitanza.
Proprio l’imminenza dell’assemblea potrebbe essere uno di questi fattori. All’ordine del giorno sono l’approvazione dell’aumento di capitale fino a 400 milioni, incluso il sovrapprezzo da realizzare “entro il periodo di 18 mesi dalla data della deliberazione assembleare, con ogni più ampia facoltà di stabilire nell’esercizio della delega, modalità, termini e condizioni dell’operazione, ivi compresi il prezzo di emissione, comprensivo di eventuale sovrapprezzo delle azioni”. Prima della ricapitalizzazione l’assemblea dovrà votare una proposta di riduzione del capitale per perdite e deliberazioni in merito alla mancata ricostituzione delle riserve valutative. I cda chiede inoltre la delega “per consentire il soddisfacimento delle obbligazioni, da emettersi nel contesto della manovra di rafforzamento patrimoniale tramite l’assegnazione di azioni ordinarie di nuova emissione rinvenienti dall’aumento”. (Sono incluse anche due modifiche tecniche, la prima riguarda il raggruppamento delle azioni nella misura di una ogni 1000, e la seconda è la proposta di conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie della società).
Alla vigilia di un aumento di capitale manovre speculative sono possibili, visto che quanto più bassa è la media del prezzo delle azioni tanto migliori sono le condizioni offerte. Investitori esterni alla compagine sociale potrebbero essere interessati a mantenere basso il valore del titolo.
Incertezza diffusa. L’aumento di capitale servirà a rimborsare il prestito subordinato, di analogo importo nelle intenzioni dei vertici della banca, su cui però finora si è pronunciato soltanto lo Schema volontario delle banche e con 320 milioni. Segno che il sistema bancario italiano ha fiducia nel futuro di Carige ma questo ottimismo non è condiviso da tutti.
E ancora: gli attuali soci come si comporteranno?
Il principale azionista, Malacalza Investimenti (27,5% del capitale) non si è espresso sulla propria volontà di voto e non ha sottoscritto i bond subordinati. La famiglia vuole garanzie sulle prospettive dell’istituto (e una spiegazione su cosa ha provocato la carenza patrimoniale e sulle ulteriori rettifiche, sulle quali la banca ha avviato una ricognizione interna). Bisogna tenere presente che i Malacalza finora nella banca ligure hanno investito qualcosa come 400 milioni di euro. E per aderire secondo la propria quota all’aumento di capitale dovrebbero versare altri 112 milioni. Poiché la capitalizzazione di Carige oggi è pari a circa 70 milioni, i 400 milioni dei Malacalza virtualmente valgono il 27,5% di questa cifra, cioè una ventina di milioni . È comprensibile quindi la cautela del primo azionista ma forse proprio questa perdita di valore potrebbe indurre i Malacalza e gli altri maggiori azionisti a non lasciarsi diluire la propria quota, rilanciare e puntare su una ripresa della banca, tanto più che ora, con la recente cessione di npl e il raggiungimento in anticipo del target stabilito in proposito dalla Bce, una delle questioni stragiche con cui il managemet di Carige deve confrontarsi, l’alleggerimento dei crediti deteriorati, sembra avviata a una soluzione.
























