Una nuova Casa dello Yogurt nel Caseificio Val D’Aveto di Rezzoaglio, azienda nata nel 1991 per rilanciare la produzione casearia a latte crudo del San Stè e di salvaguardare l’identità territoriale della Val D’Aveto. Grazie al nuovo edificio, che sarà inaugurato sabato 8 settembre dalle 16, l’azienda potrà raddoppiare la produzione dello yogurt.

Durante l’inaugurazione è prevista la presentazione del nuovo stabilimento a cura dei protagonisti. Durante il pomeriggio si esibirà, per fornire un sottofondo musicale, un duo locale. La visita al nuovo stabilimento terminerà con la degustazione dei prodotti dei Caseifici Val d’Aveto e Sabelli, curato dallo Chef David Macchioni e un brindisi con gli ospiti.

«Non era scontato, con l’inverno difficile che abbiamo vissuto in Val D’Aveto, riuscire a terminare i lavori entro la fine di agosto, come da piano. Siamo orgogliosi di poter portare i nostri prodotti fuori dai nostri confini e di continuare a utilizzare solo materia prima locale», afferma Graziella Pastorini, Amministratore e Responsabile del Controllo Qualità.

«La Casa dello Yogurt per noi significa poter aumentare la produttività mantenendo inalterata la qualità: la famiglia Sabelli e il team del Caseificio Vald’Aveto condividono passione per il lavoro, per la terra, per una scelta etica di lavoro e di rispetto per la materia prima, i prodotti, i clienti, i dipendenti , i fornitori», conclude Simone Mariani, amministratore delegato del gruppo Sabelli e del Caseificio Val d’Aveto.

I lavori per la costruzione del nuovo edificio sono iniziati il 13 novembre 2017. Grazie all’incremento della capacità produttiva si apriranno nuovi canali e sbocchi per l’azienda, che permetteranno un consolidamento occupazionale e uno sviluppo per la struttura. Il nuovo edificio sarà immediatamente operativo per far fronte alle richieste dei distributori, con ricadute positive sul consumatore che troverà il prodotto sempre più vicino a casa.

Dal punto di vista architettonico e della sostenibilità ambientale, l’incremento volumetrico e di superficie è stato pensato e proposto in allineamento con la struttura esistente, realizzata negli anni Sessanta del secolo scorso. Le superfici esterne sono state trattate con elementi in legno, posti in verticale, lasciando il basamento in intonaco e riprendendo il linguaggio non residenziale del luogo.

La nuova costruzione è separata dalla preesistente tramite un corpo di collegamento semitrasparente. Sono stati utilizzati materiali naturali: legno non trattato per pareti ad alto isolamento termico, cemento armato rifasciato con pannelli isolanti, serramenti ad alto isolamento termico e acustico. L’illuminazione dell’intero complesso produttivo è a led, per impattare il meno possibile sull’ambiente.

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