L’Istituto Gaslini ha promosso la “Giornata Gasliniana della Qualità”, per valorizzare e diffondere le sperimentazioni più significative condotte in tema di qualità dell’assistenza, della sicurezza e del perfezionamento in campo organizzativo, con l’assegnazione del “Premio Qualità Gaslini 2016 – 2017”: tre premi destinati ai migliori progetti di sviluppo della Qualità, portati a termine nel corso dell’ultimo anno.
Si è aggiudicato il primo posto del “Premio Qualità Gaslini 2016 – 2017” il progetto: “Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) in ospedale: sviluppo degli standard ospedalieri per sostenere e promuovere le competenze dei bambini/adolescenti con vulnerabilità comunicativa e delle loro famiglie” di Ludovica Primavera dell’UOC Medicina fisica e Riabilitazione e Francesca Passano dell’UOSD Psicologia, al quale hanno partecipato Maria Crovetto (IP), Paola Durand (TNPEE), Carla Ferrari (fisioterapista), Sofia Fiscon (TNPEE), Elena Gamberini (Logopedista tesista), Francesca Passano (logopedista), Maria Carla Guenza (Capo Tecnico), Chiara Tacchino (medico fisiatra), Paolo Moretti Responsabile UOC Medicina fisica e Riabilitazione. L’obiettivo del progetto è stata la definizione e implementazione di un modello sistematico di intervento in ospedale per bambini e adolescenti con vulnerabilità comunicativa, al fine di ridurre, contenere o compensare disabilità comunicative temporanee o permanenti, limitazioni nelle attività e restrizioni alla partecipazione di persone con severi disordini nella produzione del linguaggio e della parola e/o di comprensione, attraverso il potenziamento delle abilità presenti e la valorizzazione delle modalità comunicative naturali della persona e l’uso di modalità speciali.
Al secondo posto il progetto: “Sedo-analgesia procedurale al di fuori delle sale operatorie – (N.O.R.A. non operating room anestesia) Organizzazione di un servizio”, coordinato dal dottor Giovanni Montobbio resp. UOSD Centro di Anestesiologia e Terapia del Dolore Acuto e Procedurale, al quale hanno partecipato L. Mameli, V. Bosio, L. Palomba, L. Derosas. Il percorso di cura dei bambini in ospedale prevede sovente il ricorso a procedure diagnostico/terapeutiche dolorose o stressanti. È dimostrato che per molti bambini esse rappresentano il momento più temuto del loro accesso all’ospedale: obiettivo primario del progetto è quello di assicurare una sedazione sicura ed efficace ad ogni paziente che necessità di essere sottoposto a procedure diagnostico-terapeutiche dolorose.
Terzo classificato il progetto “Sport…perché no”: un progetto pilota, che potrà essere esteso ad altre UO dell’Istituto e alle case di accoglienza. Coordinato dalla caposala dell’Ematologia Sonia Bianchi, si è avvalso della partecipazione di Carlo Dufour, Sonia Bianchi, Simona Traspedini e ABEO Liguria Onlus, Francesca Riccardi, Claudia Bassi e Giacomo Calimeri, con la supervisione di Andrea Lo Coco, personale medico ed infermieristico dell’UOC Ematologia.
Gli obiettivi che si propone di raggiungere sono sostenere un’esperienza attiva del corpo, a fronte dell’esperienza di passività sperimentata con le terapie a cui il paziente si deve sottoporre; sostenere i cambiamenti temporanei o permanenti nel corpo e nelle abilità funzionali per affermare gli aspetti positivi dell’immagine corporea del paziente sfruttando la dimostrazione che l’abilità fisica è legata e influenza il concetto di sé corporeo, miglioramento della qualità di vita.