Dalla didattica al museo: la cultura della fotografia cresce a Genova

In continua evoluzione, il Polo della Fotografia di Genova comprende un'area didattica, una galleria fotografica, sala convegni e, la prossima estate, avrà anche un museo

Un laboratorio con aula didattica e set fotografico. Un’area dedicata alle mostre e uno spazio per convegni. Presto, anche un museo. È quanto si può trovare nel Polo della Fotografia di Genova, un gioiello ancora in divenire che punta a essere una realtà unica in Italia.

Nato nel 2013 da un’idea di Giancarlo Pinto, architetto e docente alla Scuola Politecnica (dove insegna Metodologia di rappresentazione progetto a Genova e Fotografia e immagini digitali al campus di Savona), il Polo ha trovato le prime collocazioni provvisorie a Palazzo del Principe e poi a Valletta Cambiaso. Da marzo 2016 si è trasferito in via definitiva negli spazi della Biblioteca Universitaria di Genova, in piazza Principe. La convenzione col ministero dei Beni Culturali, che gestisce la biblioteca, prevede un comodato d’uso gratuito per cinque anni.

Le mostre sono visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 13.

Al laboratorio didattico si affianca anche una galleria fotografica, allestita nel corridoio di 37 metri al piano terra della biblioteca. «Una parte di galleria è dedicata a fotografi emergenti o di sperimentazione, l’altra metà a quelli più affermati», ricorda Pinto. Francesca Donadini e Gianluca Bailo espongono in questi giorni nel corridoio della Biblioteca, rispettivamente con le esposizioni “La pietra silenziosa” e “Closed Skies”, mentre le opere di Mario Stellatelli, insieme a quelle degli allievi di Pinto, sono i protagonisti della mostra Naturalia & Artificialia, in corso fino al 22 ottobre al piano terra dell’edificio. Per presentare di mese in mese la nuova esposizione fotografica, la biblioteca mette a disposizione del polo anche la propria sala convegni: «L’appuntamento è ogni primo giovedì del mese, alle 17,30, con workshop di presentazione del fotografo e delle sue opere», precisa il docente. Gli incontri conferiscono anche 2 crediti formativi professionali per l’Ordine degli Architetti di Genova. 

Il corso
Il corso di Perfezionamento e aggiornamento professionale in fotografia, giunto alla settima edizione, fa parte di un progetto composto da un modulo base e diversi moduli tematici (paesaggio, ritratto, reportage, architettura, ecc..). Il modulo generale è in corso fino al 15 dicembre 2017, le lezioni tematiche inizieranno nel 2018. Vengono riconosciuti 20 Cfp per il corso base e altrettanti per ogni modulo tematico dall’Ordine degli Architetti di Genova. Riconosciuti 2 Cfu per il corso generale e altrettanti per ogni corso tematico. Costo del corso generale 500 euro (tematico 700 euro). Massimo 40 partecipanti.

Per ora ancora in fase embrionale, il vero fiore all’occhiello del Polo è (o meglio, sarà) il museo della fotografia: «Dovremo aspettare la prossima estate perché è ancora in fase di costruzione – spiega Pinto – ma i reperti e le attrezzature che abbiamo a disposizione sono davvero storiche e di grande valore». Alle oltre 400 macchine fotografiche di diverse epoche si affianca un laboratorio di sviluppo e stampa e uno storico banco di riparazione di macchine Leica: «Si tratta dello scagno del tecnico Sammartino, che ha gentilmente donato al Polo la propria attrezzatura – descrive il docente – un insieme di strumenti e manuali di cui si serviva per il proprio lavoro. E poi c’è il laboratorio di sviluppo e stampa: oggi molti pensano che per fare una foto basti cliccare un pulsante, ma non è così».

Se al terzo piano della biblioteca il museo è ancora in fieri, è tutto pronto, o quasi, per la tre giorni dedicata alla fotografia che Giancarlo Pinto ha organizzato per la fine di febbraio 2018, “Click – Mettici la firma”: «Il 22, 23 e 24 febbraio il convegno sulla fotografia coinvolgerà tutta la città di Genova – racconta Pinto – Ci saranno incontri dedicati ai fotografi amatoriali, agli aspetti tecnici del mestiere, ai libri e alle mostre tematiche, ma anche visite nei palazzi genovesi e dibattiti con diversi esponenti della fotografia, tra cui Franco Fontana».

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