Ha iniziato, come vuole la tradizione, con una visita agli stand il segretario del Pd Matteo Renzi, questa sera intervenuto alla Festa dell’Unità di Genova. Caffè , autografi, pacche sulle spalle e selfie con i militanti. Sul palco ha esordito con un accenno alla sconfitta alle amministrative genovesi, scherzando come fa spesso: «la vista a Genova non l’avevo messa in programma – ha detto – poi hanno cominciato a dire che Renzi fugge da Genova perché lì ha perso e allora sono venuto».
Anche il segretario regionale ligure Vito Vattuone, introducendo sul palco il discorso del segretario nazionale, ha parlato della «voglia di riscatto del partito», della «voglia di aprire una fase nuova». Ma poi, incalzato dalle domande dei militanti Renzi, in pratica, in un’ora e un quarto di discorsi ha fatto un bilancio della propria azione di governo e di quello di Gentiloni, difendendo le scelte dei due governi e del Pd in fatto di lavoro, Job Acts, scuola, sanità, immigrazione. Ha ricordato che oggi il pil segna +1,5%, “quando abbiamo iniziato a governare era a -2%, abbiamo cambiato verso a questo paese e dal febbraio 2014 a oggi abbiamo creato 918 mila posti di lavoro nuovi».
Il segretario del Pd ha definito l’Iit di Morego come «una delle avanguardie tecnologiche più avanzate al mondo» e ha aggiunto: «sono grato a Cingolani per il progetto post Expo, il più importante dei prossimi anni, un’idea nata su queste colline».
Renzi ha invitato il Pd ligure e nazionale a «riscoprire il piacere di essere squadra, e lo dico in una città che ha patito le divisioni. Smettiamo di pensare soltanto alle divisioni, basta litigare su tutto, la sconfitta di Genova ci insegna quanto questo possa fare male e ci deve insegnare a ripartire, portando avanti i progetti in modo costruttivo».
Il fatto che il sindaco di centrodestra di Genova Marco Bucci sia stato invitato alla Festa e abbia accettato, secondo Renzi è positivo: «così si fa, dobbiamo lavorare sui progetti, non perderci d’animo e ripartire».
























