Circa 4.450 aziende, una capacità di oltre 151 mila posti letto, suddivisi nei tre macro settori definiti come “alberghiero”, “aria aperta” e “altre strutture”. Questi i numeri del sistema ricettivo ligure, presentati dall’ultimo studio dell’Osservatorio turistico regionale.

Negli ultimi 5-6 anni il trend ha visto una decisa contrazione degli alberghi a livello di classificazione inferiore e l’aumento degli alberghi a 3, 4 e 5 stelle: gli hotel a una e due stelle sono diminuiti di circa il 22%.

Gli arrivi turistici nelle strutture ricettive liguri sono passati da circa 3 milioni e mezzo nel 2008 a quasi 4 milioni e 400 mila nel 2015 (+20%): cresce soprattutto la quota straniera (+57%), stabili gli italiani (+0,5%). I dati ancora provvisori del 2016 indicano gli stranieri in aumento rispetto al 2015 del 5,7%: in crescita, tra i principali mercati, Germania, Francia, Svizzera e Paesi Bassi. In calo Russia (-15%) e Austria (-2,6%). Per quello che riguarda gli altri mercati (che però incidono per meno del 2%), boom per la Svezia (+9,2%), La Spagna (+8,9%), Danimarca (+17,6%), Norvegia (+6,2), in forte calo la Cina (-22,5%).

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I trend attuali mostrano un aumento delle presenze nei mesi di marzo, settembre e ottobre, dovuti a una diversificazione delle proposte turistiche liguri adatte a periodi differenti dalla stagione tradizionale. Nel periodo tra gennaio e ottobre l’andamento dei flussi è stato positivo sia in termini di arrivi (+4,6%) sia di presenze (+5,7%) per gli italiani e gli stranieri. La media notti è passata da 3,3 a 3,4. Dal 2008 la permanenza media è diminuita dal 4,1 al 3,6 per gli italiani e dal 3,4 al 2,9 per gli stranieri. È inoltre aumentata la quota di turisti giovani (under 30), passando dal 19% a più del 30%, in meno di dieci anni.

Il turismo si conferma quale moltiplicatore di spesa e del valore aggiunto per l’economia regionale, e non solo: il valore aggiunto della spesa turistica genera effetti anche extra regione. Le spese sostenute nel corso della vacanza dagli oltre 72 milioni di presenze turistiche stimati, ammontano a più di 5 miliardi e 315 milioni di euro. Il gettito di spesa complessivo aumenta rispetto all’anno precedente (+8,8%) grazie a un maggior numero di presenze sul territorio ma anche a un maggior consumo da parte dei turisti che alloggiano nelle “seconde case” e dei turisti stranieri. Queste spese hanno attivato una produzione di beni e servizi sul territorio della regione pari a oltre 6 miliardi e 335 milioni di euro, che a sua volta  attiva un Pil pari a 3 miliardi e 576 milioni di euro (corrispondenti al 7,8% del Pil regionale).

Relax, bellezze naturali e cultura sono le principali motivazioni che spingono a visitare la Liguria. In particolare, i più giovani puntano al divertimento, mentre tra i 31 e i 40 anni si è mossi dal desiderio di recarsi in un posto mai visto. Gli eventi attirano soprattutto visitatori tra i 40 e i 60, mentre gli over 60 sono per la maggior parte “vicini di casa” e per questo decidono di recarsi in Liguria. Ma negli ultimi anni, lo shopping, la ricchezza del patrimonio culturale, l’enogastronomia, i divertimenti e il fatto di essere considerata una location esclusiva diventano sempre di più buone ragioni per visitare la Liguria. A Savona e Imperia prevale anche la presenza di seconde case, mentre lo spezzino è spesso una meta mai vista per molti e quindi da conoscere. A Genova ciò che attira di più è lo shopping.

Il giudizio post-vacanza è più che positivo per ciò che riguarda la qualità e il costo della ristorazione e, rimanendo in tema, le ricette tipiche. La disponibilità di informazioni turistiche online sul territorio, la qualità e l’accoglienza delle strutture turistiche, l’offerta culturale. Ma i turisti evidenziano anche qualche criticità. Per esempio, quella riguardante la presenza di connessioni wifi gratuite sul territorio, accoglienza, prezzi e servizi nei porti turistici, scarsità di pacchetti integrati per trasporti e altri servizi. Poca attenzione anche per le persone con esigenze particolari.

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