Le tensioni su Deutsche Bank hanno generato un sell-off sulla maggior parte dei mercati azionari e una contrazione del rendimento del decennale americano nonostante segnali macro incoraggianti: il suo andamento ha profondamente condizionato i mercati. La negoziazione per la sanzione legata ai mutui subprime inflitta dal Dipartimento di Giustizia americano è probabilmente in fase conclusiva. DB ha ampie riserve di liquidità e ha già accantonato 5.5 miliardi di dollari. Un ammontare definitivo da pagare fino ai 4 miliardi non costringerebbe la Banca ad aumenti di capitale immediati. Tuttavia, una multa più ingente di questa somma e superiore ai 7.2 miliardi potrebbe far scendere il Core Tier 1 al di sotto dei requisiti minimi (10.75%), inibendo la possibilità di pagare il coupon del debito subordinato maggiormente rischioso.
Ulteriori preoccupazioni arrivano anche dal fronte delle revenues, poiché Deutsche Bank ha accusato un rallentamento del business, e dal fatto che nei conteggi per i requisiti Srep sono state incluse delle dismissioni che non hanno ancora avuto un seguito. Infine, un eventuale aumento di capitale risulterebbe molto diluitivo per fornire un miglioramento significativo del CT1.
Buone notizie sono arrivate mercoledì dall’Opec che ha deciso provvisoriamente di tagliare la produzione di petrolio di 32.5 milioni di barili al giorno per far fronte all’eccesso di offerta. Si tratta del primo taglio alla produzione dal 2008. Tuttavia rimangono ancora dei nodi sciogliere, soprattutto tra Iran e Arabia Saudita, i membri maggiormente influenti, prima che l’accordo sia firmato nell’incontro del 30 Novembre a Vienna. Il segnale di unità è stato importante perché ha ridato smalto agli incontri e ha reso nuovamente attiva la strategia del cartello. Per il momento l’Arabia Saudita, che necessita di un prezzo del petrolio più elevato a causa del bilancio statale in deterioramento, si farà temporaneamente carico della quota tagliata, lasciando un po’ di respiro all’Iran, la cui produzione sta riaccelerando da poco dopo l’allentamento delle sanzioni imposte dall’Occidente. Rimangono comunque ancora da definire i target di produzione del cartello.
Il primo confronto pubblico tra i due candidati alla presidenza ha visto prevalere Hillary Clinton. Nelle ore immediatamente successive al dibattito, i mercati azionari hanno reagito positivamente, mentre i beni rifugio come l’oro e lo yen hanno perso terreno. Rimanendo negli Usa, il buon andamento degli ordini di beni durevoli, dell’indice di fiducia dei consumatori e dell’U. del Michigan, e la revisione al rialzo della stima di Pil relativa al secondo trimestre (passata da 1,3% a 1,4%) confermano che l’economia si sta mantenendo su una traiettoria di crescita moderata.
Nell’area Euro la robusta crescita di M3 e la dinamica rialzista evidenziata dall’indice di fiducia di consumatori e imprese della Commissione Europea hanno segnalato che l’attività economica sta continuando ad accelerare gradualmente.
In Cina i profitti industriali e i principali sondaggi Pmi del settore manifatturiero e dei servizi pubblicati negli scorsi giorni hanno registrano una dinamica espansiva, confermando un quadro complessivo di rallentamento pilotato dell’attività economica.
I principali market mover della settimana: negli Usa, per l’indice manifatturiero e servizi, dopo la contrazione di agosto, gli esperti si aspettano un valore superiore a 50, un fatto che dovrebbe contribuire ad allentare le preoccupazioni relative a un ingresso in tempi brevi dell’economia a stelle e strisce in recessione. Secondo le proiezioni degli analisti, i dati sul mercato del lavoro, in calendario venerdì, dovrebbero registrare una crescita di buste paga nel settore non agricolo di circa 170.000 unità, e un tasso di disoccupazione invariato al 4,9%. In Cina è attesa la pubblicazione del dato di settembre sulle riserve valutarie che, dopo essersi contratte da giugno 2014 da quasi 4000 agli attuali 3185,2 miliardi di dollari come conseguenza delle tensioni sui mercati finanziari interni, dovrebbero continuare a evidenziare una dinamica di stabilizzazione.
























