Chiusura in calo per le principali Borse europee con l’indice Euro Stoxx che perde l’1,11%. Male sono andati soprattutto gli energetici (-2,04%) e i finanziari (-1,79%). A render cauti gli operatori è l’attesa per i risultati degli stress test, che saranno pubblicati domani dall’Eba, l’autorità bancaria europea. L’analisi della simulazione sui coefficienti patrimoniali a fine 2018 coprirà 51 istituzioni del credito ritenute di dimensioni sistemiche di 15 Paesi europei, che complessivamente rappresentano il 70% degli attivi bancari dell’Ue. Londra registra -0,44%, Parigi -0,59% e Francoforte -0,43%.
Milano ha terminato la seduta con Ftse Mib a 16.522,64 (-2,02%) e Ftse Italia All-Share a 18.187,04 (-1,85%).
A Piazza Affari nel comparto bancario scendono Unicredit (-3,72%), Intesa Sanpaolo (-3,01%), Bpm (-4,62%), Banco Popolare (-2,95%), Ubi (-1,6%), Banca Carige (-3,22%). Chiude poco sopra la parità Mps (+0,1%), che beneficia della maggiore chiarezza sul piano di risanamento. Generali cede il 2,74% alla vigilia dei conti del semestre, Unipolsai l’1,72%.
Scendono Fca (-8,05%) e Saipem (-9,78%) all’indomani delle rispettive trimestrali. Nel comparto industriale in rosso anche Ferrari (-2,95%), mentre sale Leonardo-Finmeccanica (+2,73%).
Tra gli energetici, Eni termina in calo del 2,57%, Enel cede lo 0,30% dopo la revisione al rialzo dei target e il via libera all’integrazione con Metroweb.
Nel lusso in calo Moncler (-2,13%), Luxottica(-0,76%) e Yoox Net-a-porter (-1,57%.).
Telecom cede sul finale lo 0,54%; Mediaset il 2,83%.
Male anche Azimut (-9,38%) nel giorno della nomina del nuovo amministratore delegato Sergio Albarelli.
Sul fronte dei cambi, l’euro ha riconquistato quota 1,10 dollari e si attesta a 1,1087 dollari (1,0995 dollari ieri in chiusura). Vale inoltre 116,19 yen (116,22 yen), mentre il cross dollaro-yen e’ pari a 104,79 (105,7).
Ancora giù il petrolio: il future settembre sul Wti si attesta a 41,42 dollari al barile (-1,19%).
























