«Da quanto esposto dalla Asl è risultato che nella zona A corrispondente a quella più esposta, le fibre di amianto non hanno mai superato il valore limite di esposizione e che i lavoratori sono effettivamente impegnati per circa 4 ore, come stabilito, terminate le quali le concentrazioni si riducono repentinamente a valori di poche unità». Lo ha dicharato l’assessore regionale all’Ambiente e alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, al termine dell’incontro tecnico sul Terzo Valico che si è svolto ieri sera in Regione su richiesta delle organizzazioni sindacali alla presenza di Arpal, della Asl 3 Genovese, dei rappresentanti di Rfi e di Cociv. Obiettivo dell’incontro rispondere alle esigenze di informazione e di sicurezza da parte dei rappresentanti dei lavoratori e garantire un flusso continuo di dati sulla base delle verifiche ispettive effettuate dalla ASL 3 Genovese per monitorare la presenza delle fibre di amianto che rappresentano un pericolo reale e ineludibile dell’attività svolta per la realizzazione del Terzo Valico.
«La Asl – ha aggiunto Giampedrone – ha certificato che la protezione dall’inalazione delle fibre avviene attraverso mascherine elettroventilate, un fattore che è in grado di mantenere a un livello molto basso la concentrazione di fibre nello spazio respiratorio all’interno della maschera. Anche la zona B all’interno della galleria presenta concentrazioni significativamente inferiori a quelle della zona A, così come la zona C».
«L’incontro di oggi – ha commentato l’assessore – è stato molto importante e costruttivo, nella convinzione che il tema amianto rappresenti un potenziale pericolo, sul quale non possiamo eludere ogni tipo di azione ai fini della tutela dei lavoratori e dei luoghi e ambienti di lavoro, in primis i territori coinvolti dai cantieri che richiedono pertanto di essere gestiti in maniera attenta e puntuale da tutti gli attori della prevenzione. Per questo gli organismi competenti si sono presi l’impegno di riunirsi periodicamente per consentire la trasmissione delle necessarie informazioni e dei dati dei rilevamenti non solo ai rappresentanti dei lavoratori, ma agli stessi sindaci e ottenere miglioramenti in corso d’opera dall’azienda».
A partire dal luglio 2015, quando si è riscontrata la presenza di rocce di amianto negli scavi del Terzo Valico, la Asl e l’Arpal hanno avviato controlli sistematici e sono state individuate misure tecnologiche, impiantistiche e organizzative per contenere la dispersione nell’aria di fibre di amianto e limitare così l’esposizione dei lavoratori. Da luglio aoggi la Asl ha effettuato 17 sopralluoghi , in pratica uno ogni 6 giorni. Tutti i soggetti presenti hanno concordato sulla necessità di cambiare passo e di fornire maggiori informazioni.
Oltre alla sicurezza l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giampedrone ha sottolineato l’importanza del filone occupazionale in grado di aiutare i sindacati e i sindaci nel gestire la vicenda.
«Si tratta di un tema determinante per l’equilibrio di carattere sociale sui territori coinvolti dai cantieri – ha detto Giampedrone – in quanto i lavoratori liguri sono troppo pochi sul totale degli addetti. Per un assessore ligure, come sono io, si tratta di dati inaccettabili. Per questo chiediamo a Cociv uno sforzo, nel rispetto ognuno del proprio ruolo, ma si tratta di un elemento fondamentale per mantenere aperto un dialogo il più sereno possibile».
Al termine della riunione si è concordato che un nuovo incontro, alla presenza anche dell’assessore regionale al lavoro, Gianni Berrino che si svolgerà la prossima settimana, dedicato appositamente a un piano di ingresso di nuova occupazione proveniente dal territorio.























