Perplessità e dubbi sulle condizioni e i termini del fondo di intervento nelle banche che devono ricapitalizzarsi e risolvere il problema delle sofferenze hanno depresso i listini. La Borsa di Milano, trascinata dai titoli creditizi – in evidenza Unicredit (-5,15% a 2,982 euro) – ha chiuso in calo: Ftse Mib a 17.358,95 (-2,05) e Ftse Italia All-Share a 19.053,87 (-1,80).
Inoltre l’Fmi ha rivisto al ribasso le stime di crescita nel 2016, prospettando il rischio di una stagnazione e di possibili turbolenze finanziari. L’accordo con Vivendi continua comunque a dare forza a Mediaset (+2,62% a 3,684 euro), mentre Eni (+0,54% a 12,96 euro) ha tratto vantaggio dal rialzo del petrolio, così come Tenaris (+0,72% a 11,21 euro).
Il Wti sale del 3% a 41,57 dollari al barile, dopo un accordo tra Russia e Arabia Saudita sul congelamento della produzione. Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1391 dollari (1,1433 in avvio e 1,1406 alla vigilia), e 123,69 yen (123,70 e 123,13), quando il dollaro è scambiato a 108,58 yen (108,18 e 107,94).
























