Consumo del suolo che in Liguria si concentra soprattutto sulla costa, dall’altro lato la necessità di rilanciare un settore in cui oltre 4 mila persone non lavorano più, eppure la Cgil esprime timori che il nuovo piano casa della Regione Liguria sia un lasciapassare al cemento.
«Basta demagogia quando si parla di edilizia e territorio – dice il presidente di Ance Genova Assedil Filippo Delle Piane – c’è paura ad affrontare questo tema e soprattutto non si focalizza l’attenzione sul vero problema, cioè che noi vogliamo puntare su ciò che è davvero redditizio ovvero la sostituzione e la riqualificazione edilizia, ma che le norme non ce lo permettono, altro che costruzioni nei parchi…».
Delle Piane ribatte ai dati Ispra sul consumo del suolo che ieri ha riportato Bj Liguria: «A livello nazionale stiamo parlando del 7,8% e quasi la metà è costituito infrastrutture. La tematica è attualissima, come Ance da tempo abbiamo preso posizione: condividiamo la filosofia del provvedimento che mira entro il 2050 ad avere un bilancio di consumo di suolo pari a zero, come suggerisce l’Unione Europea».
Il tema vero, ribadisce Delle Piane, è che non c’è più necessità di consumare suolo, ma c’è un grande bisogno di trasformare l’esistente, non solo per il tema energetico, ma anche per quello sismico e, nelle aree urbane, per seguire il cambiamento che le città hanno nel corso della storia. «La realtà delle norme attuali invece ci impedisce di trasformare l’esistente, questo significa il blocco totale anche dell’innovazione – aggiunge Delle Piane – le imprese liguri sono pronte: la classe energetica A è ormai raggiungibile facilmente, il vero problema è che la pratica del demolire per poi ricostruire non è incentivata, è più conveniente ristrutturare, ma non sempre così si raggiunge l’efficienza energetica; inoltre, quando parliamo di sismica, non si può mica solo ristrutturare».
Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, essendo la proprietà immobiliare molto parcellizzata, Delle Piane è consapevole che sia necessario un interesse pubblico per riqualificare intere aree ormai degradate.
Sul Piano casa della Regione il presidente ha un’opinione positiva: «Va verso una direzione coraggiosa: finalmente decide, dà indicazioni che portano verso la sostituzione edilizia e la possibilità di cambiare la destinazione d’uso. Mi dispiace che la demagogia regni sovrana, le reazioni scomposte che ci sono state sono immotivate: a noi non interessa assolutamente costruire nei parchi naturali».
























