La nautica non è solo “glamour”e ricchezza per pochi, ma
un settore che con 180 mila addetti impatta in maniera significativa sul Pil nazionale. Lo afferma Carla Demaria, presidente di Ucina, in apertura del convegno sul turismo nautico che chiude oggi la 55esima edizione del Salone di Genova. Salone di cui Demaria traccia già un primo bilancio: «Assolutamente positivo, più di quanto ci saremmo aspettati. Le vendite sono in aumento e la sorpresa è il ritorno dei clienti italiani, che erano praticamente spariti. Un altro dato interessante è la crescita della richiesta di barche di grandi dimensioni: lo confermano i porti nautici che segnalano la domanda di posti barca di chi vuole cambiare la propria imbarcazione con una più grande. Ma è importante sottolineare anche la ripresa del dialogo con le istituzioni e la politica».
Un settore, quello nautico, che chiede proprio di essere accompagnato dalle istituzioni per poter dire la sua nel processo di ripresa economica, che vede già importanti segnali positivi: il salone non solo promuove, ma torna a vendere, anche agli italiani.
E la Liguria si conferma tra le principali mete per il turismo nautico,
facendo leva non solo sulla balneazione e il traffico dei crocieristi,
ma anche sull’aspetto culturale. «Ma per avere una marcia in più – commenta Renzo Iorio, presidente di Federturismo – serve migliorare i collegamenti interni, in particolare con Milano e Torino, e affrancarsi dalla dimensione di seconda casa».























