Il Comune di Genova aderisce al progetto “La fabbrica di Staglieno”, promosso insieme con Arci Genova, Auser LiguriaUniversità di Genova e Cna e finanziato grazie a un bando Fondazione Telecom “Beni invisibili, luoghi e maestria delle tradizioni artigianali”.
Il progetto mira alla valorizzazione della tradizione artistica e artigianale della lavorazione del marmo per arte funebre e alla formazione di nuovi artigiani e artisti nella pratica di antichi mestieri.

All’interno del cimitero monumentale di Staglieno verrà creato uno spazio dove maestri marmisti e restauratori potranno svolgere attività di divulgazione didattica e  di “bottega” rivolta alla formazione di giovani.

La Fondazione Telecom ha dato un contributo di 200 mila euro per il progetto composto da Arci Genova che vale 325.250 euro e dovrebbe durare 18 mesi.

Tra le motivazioni che hanno convinto la Fondazione Telecom a inserire questo progetto tra i vincitori: “l’organizzazione di laboratori, percorsi esperienziali, visite guidate studiate ad hoc per le diverse fasce d’età dei fruitori – oltre che la predisposizione di materiale informativo rinnovato e di uno spazio multimediale – animeranno la rinascita del cimitero come polo culturale, costruendo un vero e proprio eco-museo del restauro, anzi “la fabbrica di Staglieno”, uno spazio in costante manutenzione in cui la stessa maestria artigiana è il museo insieme alle opere d’arte”.

E non si tratta solo di turismo, secondo i promotori riportare il cimitero e i suoi mestieri al centro dell’attenzione cittadina concorrerà a restituire dignità e speranza a un territorio sfinito dalla deindustrializzazione e dalle inondazioni e a creare nuove opportunità di lavoro.
Al recupero delle opere d’arte contribuiscono le nuove tecnologie: il progetto prevede la georeferenziazione dei monumenti situati nel percorso accessibile e la loro visibilità attraverso tecnologie di realtà aumentata, oltre alla realizzazione di un sito web e di una guida interattiva, all’installazione di pannelli con QR-Code sul percorso e, non ultimo, alla realizzazione di documentari sulle maestrie artigiane coinvolte.

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