Racchiuso tra il mare e le montagne, l’entroterra di Finale Ligure è un punto di riferimento mondiale per l’arrampicata sportiva. A soli 25 km da Savona e 40 da Genova si trovano numerosissimi altopiani che offrono diverse possibilità di arrampicata. Oltre tremila gli itinerari attrezzati che permettono a migliaia di avventurosi scalatori di allenarsi a cielo aperto.
Le rocce da scalare a Finale, che nel gergo sportivo si chiamano “falesie”, sono circa 170. Divise in settori e distribuite in un’area di circa 10 km quadrati, presentano specifiche caratteristiche, differenti altezze e diversi livelli di difficoltà. «Esistono moltissimi tipi di itinerari – spiega la guida alpina Elisabetta Caserini – sia per i principianti sia per i più esperti».
La scala per determinare la difficoltà della roccia da scalare è quella adottata dall’Union International des Association d’Alpinisme (Uiaa), che comprende i livelli numerici da 1° a 9°, a cui vengono associate le lettere per specificare ulteriormente il livello di difficoltà: i gradi delle vie del finalese vanno dal 3°b, per chi vuole cominciare a prendere confidenza con la roccia, all’8°c per i professionisti, ma la maggior parte delle risalite sono caratterizzate da un livello medio di difficoltà, compreso tra il 6° e il 7°. La lunghezza media dei “tiri” è di circa 25 metri, ma non mancano le vie lunghe che possono raggiungere anche i 250 metri: si tratta di un certo numero di risalite scalate con un’unica corda.
Se da oltre quarant’anni Finale viene chiamato “il cuore dei climber”, un motivo c’è: qui è possibile arrampicare su pareti a picco sul mare, per provare il brivido di scalare con l’acqua sotto i piedi, ma anche la particolarità delle pareti rende l’entroterra finalese un posto magico. Costituita dalla cosiddetta “pietra di finale”, un calcare neoclassico che si è formato in migliaia di anni grazie alla sedimentazione di sabbia, fossili e conchiglie,
questa roccia è unica al mondo: «Si trova solo a Finale Ligure – racconta Caserini – la sua caratteristica sta nel colore grigiastro e nella sua superficie forata e porosa».
Il calcare non è l’unica particolarità di questa zona: un altro pregio di Finale Ligure è il microclima, unico in Italia. Riparato dal freddo, grazie alle montagne, e mitigato dal mare, Finale offre la possibilità di scalare tutto l’anno: «Arrampicare è impegno sia fisico, sia mentale – dice Caserini – Arrampicare è mettersi alla prova e superare se stessi. Per questo motivo è uno sport in forte crescita».
























