Case popolari: 9 aprile presidio dei sindacati degli inquilini davanti alla Prefettura di Genova

Contro il taglio alle risorse per l'edilizia popolare, di cui 13 mln per gli alloggi Erp a Genova

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Le sigle sindacali Sunia, Sicet e Uniat organizzano domani, a partire dalle ore 10.30, un presidio di protesta davanti alla Prefettura di Genova per il taglio ai fondi nazionali destinati all’edilizia popolare, di cui circa 13 milioni di euro previsti per gli alloggi Erp a Genova.

“Apprendiamo con grande disappunto e sconcerto che dal governo sono stati bloccati ben 970 milioni di euro che erano stati destinati al recupero degli alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) che versano in grave stato di trascuratezza e mancanza delle più elementari condizioni di sicurezza bloccando di fatto le assegnazioni alle tantissime famiglie in difficoltà abitativa che ne fanno richiesta”.

“Tutte le regioni aspettavano con ansia questi fondi che sarebbero bloccati dalle esigenze legate alle note vicende dei conflitti in Medio Oriente e dalla urgenza di destinarli alle spese per la difesa o per meglio dire alla guerra. Alla Regione Liguria – scrivono i sindacati degli inquilini – erano ipotizzati parecchi milioni per tale utilizzo, ed in particolare per Genova parliamo di 13 milioni di euro che avrebbero consentito il recupero di 600 alloggi, destinati ad alleviare la situazione del patrimonio Erp che tramite Arte riesce ad assegnare a malapena 120 appartamenti anno a fronte di una richiesta di oltre 3.000 domande”.

Sunia, Sicet e Uniat invitano “tutte le Istituzioni dal Comune di Genova, alla Regione Liguria per un serrato tavolo di confronto che metta in atto tutte le azioni possibili per recuperare questa situazione drammatica delle politiche abitative”.

Al loro fianco anche Cgil, Cisl e Uil che esprimono pieno sostegno alla vertenza. “Ancora una volta a pagare sono le famiglie già gravate dalle difficoltà economiche – dicono -. È compito di chi amministra a tutti i livelli tutelare i più fragili soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, soprattutto in un periodo in cui le diseguaglianze aumentano a causa di un contesto contraddistinto da costi sempre più insostenibili che gravano sui più deboli”.

“È inaccettabile il taglio del Governo dei fondi destinati all’edilizia popolare, per Genova significa perdere 13 milioni di euro che si traducono in 600 alloggi che non potranno essere assegnati e  che al contrario potrebbero essere disponibili a breve con annessa ristrutturazione di 2 mila abitazioni ad oggi inagibili. È assolutamente necessario rilanciare  l’agenzia sociale regionale per la casa per favorire e aiutare chi è in difficoltà ad avere le garanzie  dovute per poter trovare un’abitazione, ed è fondamentale rifinanziare il fondo morosità incolpevole comunale concordato con Cgil, Cisl e Uil per aiutare chi rischia di perdere la casa perché è in difficoltà a pagare  l’affitto”.