Una novità per i sindacati la notizia che la procura di Genova abbia chiesto il fallimento dell’azienda di trasporto pubblico Amt per un debito complessivo di oltre 200 milioni.
La richiesta, riportata oggi dal Secolo XIX, risale a dicembre. Edgardo Fano della Faisa Cisal commenta: «Sapevamo che Menarini e Riccitelli avevano presentato l’istanza di fallimento, ma non sapevamo che la procura avesse dato l’ok. Sappiamo che sono state attivate le misure di protezione per la composizione negoziata della crisi valide sino a febbraio e poi che Amt avrà tempo 60 mesi per rientrare e speriamo che tutto questo proceda come annunciato, con gli enti che dovranno fare i loro passi per la ricapitalizzazione». Fano si riferisce soprattutto all’ingresso della Regione Liguria nella compagine azionaria.
«Non è immaginabile che non esista più Amt e il trasporto pubblico a Genova, è un patrimonio storico», aggiunge.
Tra le criticità di Amt secondo il documento presentato dai magistrati vi sono 101 milioni di debiti verso fornitori o Comuni azionisti, 56 milioni nei confronti delle banche, 28 milioni verso i dipendenti sotto forma di accantonamento Tfr, senza dimenticare i 9 milioni di debiti fiscali e previdenziali e altri 4 milioni verso le assicurazioni.
Crisi Amt, il commento di Salis
La sindaca di Genova Silvia Salis, sui social, ripercorre la vicenda: «Il fallimento di Amt, vista la grave situazione debitoria, era stato chiesto da un creditore il 15 ottobre. Il 9 dicembre la procura aveva dato parere favorevole, ma il 24 dicembre la composizione negoziata della crisi che abbiamo proposto al tribunale è stata accolta, mettendo l’azienda al riparo nonostante i 200 milioni e oltre di debito. In sostanza, grazie alla procedura che abbiamo avviato come Comune di Genova appena ci siamo insediati, l’istanza di fallimento è stata congelata e possiamo procedere con il piano di risanamento per riparare i danni che ha lasciato la giunta di destra. Nelle prossime settimane, Amt approverà il bilancio del 2024, che chi ci ha preceduto non è stato in grado di consegnare alla città. In questo modo, ci sarà un primo passo verso il ritorno alla normalità.
La situazione di Amt è grave, lo diciamo dai primi giorni della nostra amministrazione anche di fronte all’ironia di una destra che diceva di averci lasciato “un gioiellino”. Negli ultimi giorni qualcuno sembra aver cambiato idea, ammettendo l’esistenza del buco di bilancio dopo averlo negato per mesi. Forse sarebbe ora che chiedessero scusa ai genovesi. La crisi purtroppo è reale, altrimenti non ci sarebbero disservizi e disagi per i cittadini. Ci assumiamo la responsabilità di risolvere questa situazione e chiediamo scusa alle genovesi e ai genovesi per quello che sta accadendo in questi giorni. Dobbiamo però dire una cosa: se Amt è ancora in piedi è grazie soprattutto al Comune di Genova che ha stanziato 22 milioni aggiuntivi negli ultimi sei mesi».
Sull’istanza della Procura è stata fissata un’udienza giovedì 12 febbraio davanti al giudice fallimentare.
Il comunicato dei sindacati
Le sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal, in modo unitario, commentano con una nota: “Il Tribunale ha autorizzato le misure di protezione nei confronti di Amt, contro eventuali azioni giudiziarie da parte dei creditori, dal mese di ottobre 2025 fino a febbraio 2026, con eventuale possibilità di proroga delle stesse per ulteriori 120 giorni. Come noto, durante le udienze per la concessione delle misure protettive, due creditori dell’azienda avevano chiesto il fallimento (liquidazione giudiziale) di Amt. Da quanto riportato sembra che la procura abbia avallato questa ipotesi calendarizzando, già dal mese di dicembre 2025, un’udienza per il prossimo 12 febbraio. In attesa delle prossime udienze e della auspicata proroga delle misure protettive verso l’azienda, vorremmo riepilogare il percorso che stiamo portando avanti, unitamente a tutti i soggetti istituzionali coinvolti, per portare Amt, con tutti i suoi lavoratori, fuori dalla situazione di crisi in cui versa. In primo luogo è necessario distinguere il problema in due macro capitoli: Stabilizzazione del conto economico (la società non deve tendenzialmente produrre debito) principalmente attraverso un adeguamento del contratto di servizio che risultava essere sotto compensato; in secondo luogo il pagamento, nell’arco di 60 mesi, del debito pregresso e ricapitalizzazione della società”.
I sindacati fanno il punto: “Per quanto concerne il conto economico 2025, conseguentemente ad accordi sindacali, sono già stati stanziati da Regione Liguria 14,3 mln di euro e dal Comune di Genova 7,8 mln di euro; analogamente per il 2026, oltre alla nuova manovra tariffaria che dovrebbe portare circa 10 milioni di euro annui in più alle casse aziendali, abbiamo sottoscritto due accordi con gli Enti che hanno compiti di programmazione, finanziamento ed erogazione del servizio di trasporto pubblico locale: con Regione Liguria, in data 11 dicembre 2025, che si è impegnata a rendere strutturali le risorse relative al mancato rinnovo delle misure previste dalla Finanziaria 2025 e a rimodulare la ripartizione ferro/gomma degli stanziamenti nazionali, garantendo cosi un importo tra i 10 ed i 14 milioni in più ad Amt ed a tutte le aziende di Tpl ligure; con il Comune di Genova, in data 5 gennaio 2026, confermando l’intesa del 2 ottobre 2025, si è impegnato a sostenere, unitamente agli altri Enti coinvolti, il riequilibrio dei contratti di servizio ed ha accantonato a bilancio una somma pari a 15 milioni per il 2026. Tali importi, pur essendo significativi, devono essere considerati come una prima risposta, che dovrà essere ulteriormente incrementata per garantire il pieno equilibrio del conto economico. Il capitolo che riguarda l’estinzione del debito pregresso è ovviamente condizionato dall’omologa, da parte del Tribunale, del Piano di risanamento presentato da Amt unitamente alla prosecuzione delle misure di protezione nei confronti dell’azienda. I prossimi incontri, già in calendario, sono quello con Amt il 23 gennaio e uno con il Comune di Genova entro la fine di questo mese”.
Il Pd attacca
«La richiesta di fallimento di Amt da parte della procura di Genova certifica una situazione finanziaria gravissima, con oltre 200 milioni di euro di debiti. Solo grazie all’iniziativa preventiva del Comune di Genova e dell’azienda è stato possibile ottenere dal tribunale civile una misura temporanea di tutela per salvare Amt, dopo che era già stata presentata un’istanza di fallimento da parte di un creditore», dichiara il consigliere regionale Pd Simone D’Angelo.
«Per mesi − aggiunge − l’ex vicesindaco Piciocchi e la destra, salvo qualche ammissione a intermittenza seguita da rapide ritrattazioni, hanno negato l’evidenza, liquidando come allarmismo ogni tentativo di risanamento e arrivando ad accusare la sindaca Salis di manovre politiche per aver messo in discussione chi ha guidato Amt in questi anni. Oggi è evidente che non si tratta di un imprevisto, ma del conto finale di una gestione che ha rimosso i problemi invece di affrontarli. Va sostenuto il rigore con cui la sindaca Salis sta affrontando una situazione ereditata durissima e quanto sta mettendo in campo per salvare Amt, garantire il trasporto pubblico e difendere i lavoratori. Tutte le istituzioni, Regione inclusa, devono fare la propria parte per sostenere questo lavoro, senza far ricadere sui cittadini la gestione disastrosa degli anni passati».
M5S: «Frutto di scelte scellerate di Bucci e Piciocchi»
«La destra genovese intende ancora liquidare come “invenzioni” e “allarmismo” le denunce sullo stato disastroso dei conti di Amt? Intende negare ancora a lungo l’evidenza del proprio fallimento?» dichiara il capogruppo comunale del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker, che poi aggiunge: «Quanto reso noto dagli organi di stampa certifica ciò che, come MoVimento 5 Stelle, avevamo chiaramente denunciato: il disastro AMT è il frutto diretto delle scelte dell’ex Giunta Bucci, colpevole di gestione miope, opaca e politicamente irresponsabile, le cui conseguenze vengono oggi scaricate su lavoratori e cittadini».
Secondo il pentastellato il vero lascito dell’era Bucci-Piciocchi sono: «Corse tagliate, autobus fermi in rimessa per mancanza di manutenzione, lavoratori sotto pressione e cittadini lasciati a piedi. All’ex sindaco e al suo ex vice va tutta la responsabilità gestionale e politica dell’attuale disastro. Chiedano scusa ai cittadini, anziché concionare in tv o sui social. Ormai lo sanno anche i sassi: hanno fatto scelte scellerate pensando al proprio tornaconto elettorale. Se oggi Amt è ancora in piedi, lo si deve all’attuale amministrazione comunale, che si è attivata fin da subito per mettere l’azienda al riparo dal fallimento e avviare il risanamento nonostante il buco milionario. Noi andremo avanti responsabilmente per salvare l’azienda e continuare a garantire il servizio di trasporto pubblico».

























