I servizi di controllo vengano affidati alle agenzie titolari di licenza di Polizia, che si avvalgono di dipendenti con professionalità specifiche e certificate. A chiederlo è l’Aiss, Associazione italiana sicurezza sussidiaria (Federterziario), a rappresentanza di un settore che, anche in Liguria, fa parte di quell’indotto colpito dalle conseguenze della crisi sanitaria.

Con le misure restrittive di contenimento del contagio, si sono pesantemente ridotte manifestazioni, fiere ed eventi di carattere culturale o sportivo, oltre alle attività dei locali di intrattenimento musicale e dello spettacolo. A essere coinvolte anche tutte le aziende impiegate nell’ambito dei servizi di controllo.

Una mansione, sottolinea l’Aiss in una nota, “lungi dal poter essere affidata a chicchessia, che rappresenta invece nei fatti una professionalità altamente specifica, codificata nella formazione e nelle norme (dm 6 ottobre 2009, adottato ai sensi dell’art. 3 comma 9 della L. 15/07/2009 n.94) con l’obbligo di assunzione di personale qualificato, iscritto in un apposito elenco noto ai Prefetti e revisionato con cadenza biennale. La normativa disciplina inoltre le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e i criteri in base ai quali poter accedere all’iscrizione in elenco: iscrizione che decade non appena si accerti per l’addetto al servizio la perdita di detti requisiti”.

Esiste quindi un inquadramento giuridico ben definito sia per l’addetto ai servizi di controllo sia per lo steward, come professioni qualificate e abilitate nella gestione di mansioni ben descritte dalle norme. Tra le competenze di questi operatori, anche l’individuazione dei comportamenti a rischio e la mediazione dei conflitti, rispondendo tra l’altro a un programma formativo che contempla anche la preparazione tecnica in materia di primo soccorso e antincendio come anche una preparazione specifica dal punto di vista giuridico.

Secondo i dati diffusi dall’Aiss, in Liguria si rileva come solo il 60% degli addetti ai servizi di controllo impiegati nei locali di intrattenimento sia personale regolare in capo a società di sicurezza. L’attività del restante 40% (spesso costituito da ex picchiatori, assoldati con funzioni di “deterrenza”) non è regolata da alcun contratto di lavoro o norma di legge.

In questo contesto si inserisce anche la direttiva del 18 luglio 2018, con la quale il ministero dell’Interno ha introdotto le nuove “Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con condizioni di criticità”, che prevedono la possibilità di utilizzare per i servizi di controllo, anche personale proveniente da associazioni di volontariato, “quindi privo di qualifiche e di preparazione specifica in materia”, sottolinea l’Aiss.

Un provvedimento che anche in Liguria “ha arrecato notevoli e ingenti danni a istituti di vigilanza e agenzie di sicurezza, creando una situazione di sperequazione e di dumping per cui l’avvalersi di associazioni di volontari (pagate sotto forma di rimborso spese) risulta economicamente più vantaggioso rispetto a quanto offerto dalle realtà soggette a licenze di Polizia (ex art. 134 del Tulps), con conseguente de-professionalizzazione della mansione stessa”.

E poi è arrivato il Covid: eventi e manifestazioni cancellate, con migliaia di addetti ai servizi di controllo e steward lasciati a casa. Una condizione che, con la recrudescenza autunnale del contagio e le limitazioni che sono già state poste in essere, è destinata a perdurare. “Tutto questo mentre le amministrazioni locali liguri e nazionali sottolineano l’urgente necessità di ulteriore personale per garantire sul territorio l’applicazione delle regole e del distanziamento“, ricorda l’Aiss. L’associazione lancia dunque un appello: “Siano i dipendenti delle agenzie titolari di licenza di Polizia a occuparsene, in quanto i propri dipendenti sono preparati e qualificati a poter svolgere tali mansioni sul territorio. Il riconfermato presidente della Liguria Giovanni Toti ha già fatto propria e reso concreta questa legittima richiesta, utilizzando proprio gli addetti ai servizi di controllo nel monitoraggio delle principali città liguri. L’adozione di questa buona pratica d’altro canto toglie gli operatori dal circuito assistenziale degli ammortizzatori sociali, restituendo la dignità dell’impiego e andando a ridurre le difficoltà e le sofferenze economiche di istituti di vigilanza e agenzie di sicurezza (già caratterizzati da esposizioni bancarie paurose per via delle condizioni di lavoro al massimo ribasso)”.

“Il controllo e la sicurezza – conclude la nota dell’associazione – forse non sono entità immediatamente visibili ma di certo risultano di importanza cruciale per la salvaguardia dell’ordine e dell’incolumità dei singoli, tanto più in una regione a forte vocazione turistica come la Liguria (dove l’industria dell’intrattenimento rappresenta una voce significativa del circuito economico). Serve nutrire il senso di protezione e sicurezza di cui ogni cittadino deve poter godere per strada e all’interno dei locali, dando segnali capaci di ristrutturare quella “Cultura della Sicurezza” che, da elemento imprescindibile del vivere civile, ora più che mai assurga anche ad asset strategico del nostro interesse nazionale”.

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