Lavoro domestico: le specificità regione per regione. In Liguria lavoratori di origine latinoamericana al 31,3%

Palazzi colorati sulle colline di Genova
Immagine relativa al rapporto DOMINA sul lavoro domestico in Italia. Foto: Anna Frame / Pexels

Nel 2025 i lavoratori domestici censiti dall’Inps sono 804.000, in calo del 17,7% rispetto al 2021. L’Osservatorio DOMINA ha analizzato la distribuzione territoriale del settore, evidenziando forti differenze tra Nord e Sud e una presenza straniera che varia in modo significativo da regione a regione. In Liguria i lavoratori e le lavoratrici di origine latinoamericana raggiunge il 31,3%, contro l’11,1% nazionale.

La concentrazione del lavoro domestico è accentuata: Lombardia e Lazio raccolgono complessivamente circa un terzo degli occupati del settore, con rispettivamente 156.000 lavoratori (19,4% del totale) e 113.000 (14,1%). A queste si affiancano Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, ciascuna con oltre 60.000 lavoratori domestici.

Il Mezzogiorno è l’area che ha registrato le riduzioni più consistenti nel periodo 2021-2025. Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Molise presentano flessioni superiori al 25%. In 4 regioni del Sud la diminuzione è stata più intensa tra le badanti, a differenza del trend nazionale dove il calo colpisce maggiormente le colf.

In 13 regioni su 20 le badanti costituiscono la componente prevalente, con quote superiori al 70% in Sardegna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Nelle restanti 7 regioni prevalgono le colf, che superano il 60% in Sicilia, Lazio e Campania.

A livello nazionale, gli stranieri rappresentano il 68,9% del totale. La comunità più numerosa è quella dell’Europa orientale, pari al 33,5% degli occupati, con un’incidenza che supera il 45% in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. Nelle regioni del Mezzogiorno prevale invece la componente italiana, che raggiunge l’81,8% in Sardegna e supera il 50% anche in Molise, Puglia e Basilicata.

La componente latinoamericana incide per l’11,1% sul totale nazionale, ma in Liguria raggiunge il 31,3%. I lavoratori di origine asiatica rappresentano in media il 17,7% del totale e costituiscono oltre un quinto degli occupati in 8 regioni, tra cui Lombardia e Lazio. La presenza di lavoratori di origine africana si attesta al 6,3% a livello nazionale, con il picco del 12,3% in Sicilia.

Oltre un terzo delle famiglie datori di lavoro si concentra in Lombardia e nel Lazio. La quota di rapporti di lavoro in convivenza raggiunge il 52,7% in Trentino-Alto Adige e il 44,1% in Friuli-Venezia Giulia, mentre i valori minimi si registrano in Sicilia (5,6%) e Sardegna (8,1%).

«Questi primi dati di sintesi evidenziano come ogni regione abbia le sue peculiarità, dovute alla demografia, alla posizione geografica, alle possibilità lavorative o al contesto culturale. Per questo ogni regione è trattata singolarmente nelle schede regionali, riportate in un’apposita sezione del Rapporto annuale DOMINA. L’analisi territoriale approfondita è fondamentale per pianificare politiche di formazione e sostegno alle famiglie che tengano conto dell’effettiva dimensione del fenomeno», dichiara Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA.