Nel ponente ligure si apre un’annata olivicola molto buona per quantità e pezzatura, ma segnata dalla siccità. Sul fronte commerciale arriva un segnale positivo: i produttori dell’oliva taggiasca IGP hanno siglato un patto di filiera che fissa un prezzo minimo di 2 euro al chilogrammo di olive conferite.
Per Cia Agricoltori Liguria «il perdurare della mancanza di precipitazioni però sta preoccupando non poco gli olivicoltori che assistono ad una repentina maturazione della drupa e a un rimpicciolimento del calibro. Se Giove pluvio farà la sua parte tutto si risolverà per il meglio. Anche perché è positivo il risultato del patto di filiera siglato tra i membri dell’Associazione tra i produttori dell’oliva taggiasca ligure IGP con il quale si è fissato un prezzo minimo di 2 euro a chilogrammo di olive conferito».
Il settore arriva da 5 anni di difficoltà produttive, con il punto più basso toccato nella scorsa stagione, caratterizzata da una produzione scarsissima. Riuscire a raccogliere l’intera produzione di quest’anno e collocarla al prezzo di filiera sarebbe una boccata d’ossigeno per gli operatori, che devono fare i conti anche con gli effetti del cambiamento climatico.
«L’accordo di filiera sulle olive IGP rappresenta un buon risultato», dichiara Stefano Roggerone, olivicoltore e presidente di Cia Agricoltori Liguria, «al punto che penso che debba essere ratificato da tutte le organizzazioni professionali della filiera dell’oliva da mensa in modo che non ci siano margini per nessuno per fare concorrenza sleale».
