L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha reso nota nel corso di una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio la valutazione commissionata a PwC su Aeroporto di Genova S.p.A.: un valore attuale della società compreso tra 14,9 e 15,9 milioni di euro. A illustrarla è stato il presidente dell’Autorità, Matteo Paroli.
La relazione si inserisce nel percorso avviato con il memorandum sottoscritto il 20 febbraio 2026 da Autorità di Sistema Portuale e Camera di Commercio di Genova, finalizzato alla valorizzazione e al rilancio della società aeroportuale. L’obiettivo è ampliare la compagine sociale ad altri soggetti pubblici territoriali e far entrare un partner industriale privato con partecipazione di maggioranza.
«La valutazione presentata oggi dà concretezza al percorso definito con l’accordo sottoscritto il 20 febbraio, in perfetta sintonia con la Camera di Commercio e con il presidente Attanasio», ha dichiarato Paroli. «Abbiamo condiviso fin dall’inizio un obiettivo preciso: valorizzare l’Aeroporto di Genova, ampliando la presenza delle istituzioni del territorio e affiancando ai soci pubblici un partner industriale capace di portare competenze gestionali, relazioni internazionali e capacità di sviluppo. La scadenza della concessione nel 2029 rende questo rafforzamento una scelta strategica». Il presidente ha aggiunto che la bozza di bando è già pronta, con l’obiettivo di pubblicarla entro novembre, una volta completato il confronto tra le valutazioni dei due soci.
I soci hanno scelto di acquisire due valutazioni indipendenti, affidate a soggetti distinti. La relazione di PwC, consegnata venerdì scorso, è già stata trasmessa alla Camera di Commercio; resta da acquisire la valutazione commissionata dall’altro socio, per poi procedere al confronto e definire il valore di riferimento per la gara.
La stima di PwC tiene conto della scadenza della concessione aeroportuale, fissata al 2029, considerando i flussi di cassa attesi fino a quella data e il valore di subentro, che spetterà a ENAC determinare alla scadenza. È proprio l’incertezza su questa componente a spiegare l’intervallo di circa un milione di euro tra stima minima e massima.
Oggi l’Autorità portuale detiene il 60% del capitale della società aeroportuale e la Camera di Commercio il restante 40%. Il futuro assetto prevede una riduzione di entrambe le quote: l’Autorità potrebbe scendere fino al 5%, la Camera di Commercio intorno al 15%, secondo quanto sottoscritto nell’accordo di febbraio. Una parte delle quote sarà destinata all’eventuale ingresso di altri enti pubblici territoriali, mantenendo al partner industriale privato la maggioranza del capitale.
Sul profilo del futuro socio, Paroli è stato netto: «La scelta del socio industriale dovrà rispondere a una strategia di sviluppo precisa: chiederemo capacità di investimento, competenze specifiche, innovazione tecnologica e, soprattutto, nuovi traffici. È un percorso che guarda anche all’interesse dei lavoratori dell’aeroporto: rafforzare la società significa dare prospettive più solide a chi vi opera e creare le condizioni per incrementare l’occupazione». Il presidente ha indicato l’obiettivo di riportare Genova «a essere un riferimento europeo sul piano tecnologico e infrastrutturale» e ha richiamato il rischio di arrivare alla gara del 2029 senza aver rafforzato la compagine societaria: «È un rischio che non vogliamo correre».
Paroli ha anche richiamato la dimensione extra-regionale dello scalo, che già oggi serve un territorio più ampio della città di Genova, a sostegno dell’apertura a Regione Liguria e Comuni interessati.
Il presidente ha infine indicato l’obiettivo di completare entro il 27 marzo 2027 i lavori in corso nell’aerostazione, concentrando le attività nel periodo invernale, quando il flusso di passeggeri è più contenuto. Gli interventi riguardano sale d’imbarco e arrivi, servizi igienici e spazi di accoglienza; seguiranno ulteriori miglioramenti su sala arrivi, aree esterne e parcheggi.