L’Europa premia il progetto Minded coordinato dall’Iit-Istituto italiano di tecnologia con un co-finanziamento pari a oltre 3 milioni di euro, per un totale di oltre 6 milioni di investimento, nel quadro delle Marie Skłodowska-Curie Actions. L’iniziativa permetterà l’avvio di un nuovo piano formativo per giovani scienziati che vogliono identificare terapie innovative per le malattie del neurosviluppo, senza tralasciare gli aspetti sociali ed economici di miglioramento della qualità della vita delle persone. La formazione sarà interdisciplinare e riguarderà competenze di trasferimento tecnologico – per sviluppare nuove tecnologie e realtà commerciali- e la ricerca d’avanguardia in nanomedicina, neuroscienze e robotica. Il progetto prevede l’assunzione tramite bando internazionale – lanciato entro l’estate 2017 – di 24 ricercatori post-doc, che inizieranno le attività entro gennaio 2018 per un periodo di 4 anni.

Le nuove figure di ricercatori-imprenditori avranno a disposizione per la loro formazione un network internazionale di istituti scientifici e clinici e la possibilità di trascorrere un periodo di esperienza sui temi del trasferimento tecnologico in aziende start-up in Silicon Valley, in Usa, e presso l’Ema- european medicines agency a Londra.

I partner di Minded sono in Italia l’Iit (come coordinatore), la Sissa di Trieste, che si concentrerà sulla formazione degli scienziati nel settore della terapia genica applicata, e l’Università di Bologna, che curerà la formazione all’imprenditorialità attraverso l’acceleratore di idee Unibo LaunchPad. L’Iit, oltre a coordinare i vari aspetti di gestione del piano formativo, metterà a disposizione le proprie competenze interdisciplinari nel campo della nanomedicina di precisione, della genetica molecolare, delle neuroscienze cognitive e nella robotica.

All’estero sono coinvolti in Francia l’Université Paris–Sud, in UK la Durham University e l’University College of London, in Portogallo l’Universidade do Minho, in Germania il Deutsches Krebsforschungszentrum in Heidelberg, il Max Planck Gesellschaft di Monaco e il Forschungszentrum di Jülich, nei Paesi Bassi il Radboud University Medical Center, in Svizzera L’Epfl-Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, in Finlandia i Charles River Labs, in Israele la Tel Aviv University e in USA la Stanford University.

Il focus del nuovo piano di formazione sarà l’integrazione di discipline tradizionalmente considerate distanti, quali la nanomedicina, le neuroscienze e la robotica, per affrontare in modo più completo ed efficace le malattie del neurosviluppo. Purtroppo, queste malattie rappresentano un carico enorme per i pazienti, le loro famiglie e la società. Nell’Unione Europea, l’incidenza dei disturbi dello spettro autistico è in aumento, con percentuali superiori a 100 casi per 10.000 persone e che attualmente è di circa dieci volte maggiore rispetto alla diffusione di tumori cerebrali infantili. Inoltre, la mancanza di una terapia efficace e la necessità di intervenire costantemente sui pazienti per l’intera durata della loro vita costituiscono un impatto notevole sui sistemi sanitari nazionali.

Coordinatore del progetto è Paolo Decuzzi, responsabile del lab di Nanotechnology for Precision Medicine di Iit e titolare di un finanziamento dell’European Research Council (ERC) per un progetto innovativo sulla nanomedicina.

La ricerca in neuroscienze permetterà di studiare le cause genetiche e le aree cerebrali coinvolte nelle diverse patologie, identificando molecole per nuove e più efficaci terapie. Mentre attraverso le nanotecnologie sarà possibile sviluppare nanoparticelle per trasportare e rilasciare queste nuove molecole in modo preciso sul tessuto malato e personalizzando l’intervento a seconda del profilo genetico del paziente.

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