Ci sono due offerte per l’acquisizione dei complessi aziendali facenti capo gli stabilimenti ex Ilva: le proposte, entrambe relative all’acquisto di tutti i siti siderurgici, provengono da Bedrock Industries e Flacks Group.
Lo comunica attraverso una nota stampa i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria (AS), Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta, Davide Tabarelli, e di Ilva in Amministrazione Straordinaria (AS), Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi. Le due offerte sono pervenute entro il termine fissato alla mezzanotte dell’11 dicembre 2025.
Le due offerte sono state regolarmente depositate secondo quanto previsto dalle procedure e i commissari straordinari procederanno ora all’esame delle proposte per valutarne la completezza e la conformità ai requisiti indicati nel bando.
La procedura di gara rimane comunque aperta: come previsto dal bando, eventuali ulteriori soggetti interessati potranno presentare una propria offerta purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute.
L’offerta di Flacks Group
Secondo quanto riporta l’Ansa gli americani di Flacks Group avrebbero depositato un’offerta vincolante offrendo 1 euro per rilevare l’acciaieria. Nell’intento del gruppo, il governo italiano manterrebbe una quota del 40%, che Flacks acquisterebbe poi in futuro per una cifra compresa tra 500 milioni e 1 miliardo di euro.
A raccontare i dettagli della propria proposta è lo stesso Michael Flacks in un’intervista a Bloomberg nella quale spiega di prevedere investimenti per portare la produzione a 4 milioni di tonnellate l’anno e una capacità di 8.500 posti di lavoro. Flacks ha stimato in circa 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento e ha dichiarato di aver già ottenuto l’appoggio finanziario di un gruppo di istituti italiani e statunitensi.
Il nodo della partecipazione pubblica – scrive Ansa – era già stato sciolto in mattinata dal ministro del made in Italy Adolfo Urso che dopo l’audizione in Commissione Industria al Senato aveva definito “piuttosto realistica” l’ipotesi dell’ingresso di una partecipata pubblica nella compagine societaria del soggetto privato che acquisirà l’ex gruppo Ilva. “Ho sempre detto che una partecipazione pubblica poteva esserci se richiesta dal soggetto privato in corsa per la gara di acquisizione, e quindi ove necessario può scendere in campo un investitore pubblico che rafforzi un eventuale piano di investimenti”. La società a partecipazione pubblica “potrebbe anche intervenire all’interno della procedura di gara”, questa seconda ipotesi è possibile, ha spiegato Urso: “con il tipo di gara in corso è sempre possibile che un soggetto si presenti purché abbia una proposta migliorativa rispetto a quella in campo”.
In entrambi i casi la partecipata pubblica avrebbe una funzione di finanziamento e il privato avrebbe il ruolo del partner industriale. In ogni caso, ha sottolineato Urso, l’intervento pubblico avverrebbe “solo se richiesto dal soggetto privato” perché non in grado di sostenere gli ingenti finanziamenti necessari per la riconversione green e il rilancio del gruppo.
Nell’attesa di conoscere l’offerta di Bedrock (che – scrive ancora Ansa – secondo alcune indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi prevederebbe sostanziosi esuberi) il parlamento sta varando l’ultimo decreto Ilva per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti del gruppo.
