Sostenibilità, formazione e sostegno alla genitorialità. Sono questi i tre pilastri del progetto inaugurato oggi presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo e realizzato con il sostegno di Timossi Beverage & Food Solution, azienda leader nella distribuzione e logistica, nell’ambito della Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso di AzzeroCO2 e Legambiente. L’intervento ha portato alla creazione di un lavandeto e alla riqualificazione dell’area colloqui all’aperto dell’istituto penitenziario, facendo della rigenerazione ambientale una leva diretta per attivare percorsi di autonomia professionale e consolidare i legami familiari.

Nel dettaglio, il primo intervento ha portato alla messa a dimora di 200 piante di lavanda in un’area all’interno dell’Istituto, a cui si è aggiunta la fornitura di un estrattore per la produzione di oli essenziali. Il lavandeto sarà il fulcro di un progetto formativo gestito dall’associazione Seconda Chance, realtà non profit impegnata su scala nazionale nel reinserimento lavorativo delle persone detenute, che strutturerà appositi percorsi professionalizzanti. I prodotti realizzati saranno poi messi a disposizione dell’associazione che gestisce le attività interne, contribuendo ad accrescere il valore sociale dell’iniziativa. L’obiettivo è duplice: da un lato, offrire alle persone detenute un’opportunità di specializzazione professionale; dall’altro, promuovere un percorso di crescita personale basato sulla cura e la responsabilità, ponendo le basi per una rinnovata autonomia e per il futuro reinserimento lavorativo.
Parallelamente è stata riqualificata l’area colloqui all’aperto, uno spazio cruciale per le mamme detenute con bambini e bambine che vi accedono durante gli incontri familiari. Per rendere questo luogo più accogliente e funzionale, soprattutto durante i mesi estivi, sono stati piantati 10 alberi di ciliegio e installato un gazebo per creare zone d’ombra. Inoltre, sono stati collocati giochi inclusivi e sensoriali, realizzati in plastica riciclata post-consumo nell’ambito di un virtuoso processo di economia circolare. L’intervento contribuisce così a creare un ambiente più a misura di bambino e a diffondere un messaggio educativo legato alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente.
Il progetto realizzato nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo rientra nella Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, un’iniziativa di integrazione sociale e rigenerazione ambientale in grado di tutelare la biodiversità e unire competenze e valori per generare un progresso umano, ambientale, economico e civico.
Barbara Sanna, responsabile pubbliche relazioni e referente Esg del Gruppo Timossi, spiega: «Iniziative come questa rappresentano per noi un modo concreto di interpretare la sostenibilità come creazione di valore per il territorio e per le persone. Come azienda, siamo sempre più orientati a integrare in modo strutturato nelle nostre strategie i principi Esg, ambientali, sociali e di buona governance, promuovendo progetti capaci di generare impatti positivi e duraturi. Crediamo che il ruolo delle imprese sia anche quello di contribuire attivamente alla crescita delle comunità ed è in questa direzione che continuiamo a impegnarci, affiancando all’attenzione per la tutela dell’ambiente uno sguardo responsabile alla dimensione sociale della sostenibilità».
«Con la Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, promuoviamo la cura della natura come strumento di inclusione e rigenerazione, sia per gli spazi che per le persone. Il progetto coniuga infatti integrazione sociale e attenzione alla biodiversità, mettendo in relazione competenze e valori per produrre un impatto reale sul piano umano, ambientale ed economico − commenta Nicola Merciari, responsabile commerciale dell’area sostenibilità di AzzeroCO2 − nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, questo principio si è tradotto in un intervento che agisce in modo sinergico sulla crescita professionale e sulla sfera personale dei detenuti. Insieme abbiamo trasformato alcuni spazi dell’istituto in luoghi che favoriscono l’acquisizione di nuove competenze e proteggono il tempo dedicato alla famiglia. È così che la rigenerazione fisica diventa un tassello di un percorso per la reintegrazione sociale delle persone».
«L’iniziativa inaugurata oggi − afferma Paola Penco, direttore della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo − incarna pienamente la finalità rieducativa della pena e il valore di un carcere capace di dialogare in modo virtuoso con il territorio. Per un verso, il progetto del lavandeto offre uno strumento concreto di formazione e riscatto professionale, insegnando il valore della cura e restituendo dignità attraverso l’acquisizione di nuove competenze; per un altro, la riqualificazione dell’area colloqui all’aperto risponde a un’esigenza per noi essenziale: tutelare i legami affettivi e il diritto alla genitorialità, garantendo ai bambini uno spazio verde, accogliente e sereno in cui poter incontrare le proprie madri. Quando il rispetto per l’ambiente si sposa con l’impegno sociale, e la rete delle imprese e dell’associazionismo sceglie di varcare concretamente le mura penitenziarie, la rigenerazione degli spazi diventa la metafora perfetta di un’autentica opportunità di rinascita umana e di investimento per il futuro dell’intera comunità».
«Questo progetto dimostra che il carcere non deve essere considerato soltanto un luogo di pena, ma un luogo in cui si costruiscono percorsi, relazioni e possibilità. È un lavoro importante che la Casa Circondariale di Pontedecimo porta avanti ogni giorno grazie all’impegno della sua direzione e di tutto il personale, che desidero ringraziare sinceramente – dice Fabio Gregorio, consigliere del Comune di Genova − è fondamentale che il carcere non resti separato dal tessuto del territorio, ma continui a dialogare con la città, con le imprese, con le associazioni e con la comunità. Per questo è importante che aziende come Timossi, AzzeroCO₂ e altri partner scelgano di investire in progetti di questo tipo, creando reti positive tra il mondo produttivo, il territorio e le persone. Per iniziative come questa, l’Amministrazione comunale sarà sempre al fianco della direzione del carcere, delle aziende e di tutti i soggetti che scelgono di investire in percorsi capaci di generare valore sociale, ambientale e umano per tutta la comunità».
