Software Libero Liguria sull’accordo tra Leonardo e Microsoft

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Software Libero Liguria.
Leonardo, azienda leader del settore della difesa italiana ed europea, ha scelto di condividere tutto il know-how e di fatto i segreti militari con un’azienda Usa, la Microsoft. Questa scelta va contro le indicazioni sulla sovranitá digitale europea proposte dalla Commissione Ue verso le quali si stanno orientando tutti i paesi dell’Unione.

Martedì 28 luglio 2026 Leonardo ha annunciato l’ampliamento della collaborazione strategica con Microsoft Italia. L’oggetto del comunicato è il progetto Digital Horizon – A New Era of Collaboration. In pratica si tratta dell’integrazione della piattaforma di produttività cloud Microsoft 365 con Copilot, uno strumento di assistenza basato sull’intelligenza artificiale. Lo strumento verrà utilizzato dai 50.000 dipendenti di Leonardo.

La collaborazione con Microsoft va avanti da diversi anni. Nel 2021 Alessandro Profumo, allora amministratore delegato di Leonardo, salutò con molta enfasi l’avvio di una collaborazione per garantire la protezione cibernetica dei dati e dei servizi per gli asset strategici del Paese legati al futuro Polo Strategico Nazionale. E lo fece con queste parole: «Il nostro impegno, arricchito dalle più avanzate capacità tecnologiche offerte da Microsoft, consolida il ruolo di Leonardo come riferimento assoluto per la protezione e l’inviolabilità dei dati degli italiani e della Pubblica Amministrazione, all’insegna della tutela della sovranità nazionale, un requisito fondamentale per sostenere la cittadinanza digitale e l’open government»

L’ampliamento della collaborazione con Microsoft lascia sorpresi perché è in controtendenza rispetto all’evoluzione del quadro europeo e alla scelta di molte pubbliche amministrazioni locali, regionali e nazionali in diversi paesi europei. La Francia ha deciso di rompere gli indugi all’inizio dell’anno, lanciando Suite Numérique, una piattaforma di collaborazione interamente basata su software libero e pensata per affrancare la pubblica amministrazione dalla dipendenza dai grandi fornitori d’oltreoceano. In Germania il land Schleswig Holstein sta migrando oltre 30.000 postazioni a soluzioni basate sul software libero. E dal 2027 la pubblica amministrazione tedesca adotterà il formato standard ODF per tutti i documenti. Le forze armate austriache hanno abbandonato Microsoft Office per LibreOffice. Sono solo alcuni degli esempi europei.

In un periodo in cui si parla insistentemente di sovranità digitale europea, di sovranità sui dati e sulle tecnologie, di autonomia strategica e di stack tecnologico europeo la scelta di Leonardo di legarsi mani e piedi all’azienda statunitense Microsoft lascia stupefatti. Tale decisione va in direzione opposta alle indicazioni diramate dalla Commissione europea nel recente Pacchetto sulla sovranità tecnologica europea.

Grazie al Cloud Act, il governo statunitense può accedere ai dati europei anche se essi si trovano sul suolo europeo. Se la tecnologia è a stelle e strisce gli Usa possono applicare il principio di extraterritorialità. E allora addio alla sovranità sui nostri dati.

Inoltre a giugno 2026 gli Stati Uniti hanno imposto controlli all’esportazione sui modelli di intelligenza artificiale Mythos 5 e Fable 5, obbligando Anthropic a sospenderne l’accesso fuori dal paese. Come ha affermato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, l’accesso all’intelligenza artificiale è ormai diventato uno strumento geopolitico. L’Ue deve quindi accelerare lo sviluppo di alternative proprie, riducendo la dipendenza da modelli proprietari sviluppati da paesi terzi.

Sovranità sui dati e sicurezza informatica vanno di pari passo. Nella stessa giornata del comunicato stampa diramato congiuntamente da Leonardo e da Microsoft è stata resa pubblica la notizia di una minaccia alla sicurezza che si diffonde tramite l’utilizzo di Copilot per Word.

Che fare quindi

La rete Software Libero Liguria rilancia alcune proposte avanzate nella call to action nel forum “Dalla zona rossa alla smart city” tenutosi a Palazzo Ducale il 17 luglio:

1) L’istituzione di un’infrastruttura pubblica europea per la ricerca sull’AI.

2) Lo sviluppo di un modello pubblico di intelligenza artificiale come bene comune.

3) La piena sovranità europea sui dati e sulle tecnologie.