Tassa imbarco passeggeri, Pd: “Autorità Portuale contro il Comune, mossa incomprensibile e politica”

Per il Partito democratico il presidente Paroli "trascina un ente pubblico nell'agone politico per difendere interessi di parte"

gnv genova

Il Partito democratico di Genova e della Liguria si schiera contro la decisione dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure Occidentale di costituirsi in giudizio contro il Comune di Genova per cancellare l’addizionale sugli imbarchi in porto definendola “una mossa incomprensibile e apertamente politica di quello che dovrebbe essere un ente terzo”.

“Paroli trascina un ente pubblico nell’agone politico per difendere interessi di parte. Un atto irresponsabile nei confronti della città e dei cittadini”, dichiarano i due segretari, Francesco Tognoni (Pd Genova) e Davide Natale (Pd Liguria).

Il ricorso al Tar contro la tassa da 3 euro per ogni passeggero di crociere e traghetti è stato presentato dalle compagnie Gnv, Moby, Assagenti, Assarmatori e Stazioni Marittime. L’Autorità Portuale aveva già manifestato la contrarietà all’ipotesi della misura fiscale e alla fine ha deciso di unirsi al ricorso.

“Costituirsi parte nel procedimento contro la tassa passeggeri rappresenta una scelta incomprensibile e fuori da ogni logica di rispetto istituzionale. Il Presidente Paroli muove le sue mosse contro il Comune a difesa degli interessi di una parte politica, sostenendo chi, come il Presidente Bucci, si è dichiarato contrario alla misura pensata a suo tempo dall’amministrazione comunale. È una mossa esclusivamente politica per mettere in difficoltà l’ente locale, senza alcuna giustificazione nell’interesse pubblico”.

Per il Pd la tassa di imbarco dei passeggeri è “una misura equa, proporzionata e necessaria per garantire alla città le risorse indispensabili a far fronte all’impatto del turismo crocieristico”.

“C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel vedere un’autorità pubblica, preposta alla gestione strategica del porto e del territorio, scendere in campo non per tutelare l’interesse generale, ma per fare il sindacato degli armatori. Genova ha bisogno di istituzioni che lavorino insieme, non di enti che si schierino per delegittimare le scelte democratiche del Comune”, dichiara Francesco Tognoni.

Il segretario regionale Davide Natale commenta: “Il comportamento del Presidente Paroli non è nemmeno finalizzato a difendere davvero le compagnie di navigazione. La riscossione della “tassa passeggeri”, oltre a incidere in maniera del tutto marginale ed esigua sul costo del viaggio, andrebbe incontro proprio a chi ha necessità di una città capace di assicurare servizi di qualità. Ed è giusto che questo onere non gravi esclusivamente sui cittadini e sulle imprese genovesi”.

“Calare l’Autorità di Sistema Portuale nell’agone politico – aggiunge – rappresenta una responsabilità che grava sul Presidente Paroli e di cui non se ne sentiva il bisogno. La Liguria ha bisogno di un porto che sia volano di sviluppo per l’intera regione, non uno strumento di lotta politica interna al centrodestra. Chiediamo al Presidente Paroli di ritirare questa costituzione di parte e di tornare a esercitare con la dovuta responsabilità la funzione pubblica che gli è stata affidata”.