Caro carburanti, Cna Fita La Spezia: “Per ogni camion aggravio annuale di 10mila euro”

"Le imprese rischiano di annegare, costi complessivi aumentati del 30% e l'orizzonte è davvero scuro e incerto"

mezzo pesante, tir, camion

Il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso a causa del caro gasolio, con prezzi stabilmente oltre i 2 euro al litro, con punte superiori a questa cifra in autostrada. Senza risposte concrete dal Governo sarà inevitabile il fermo nazionale dei servizi: questo è il grido lanciato da Unatras, sigla che associa più di una sigla di settore a livello nazionale, che fa proprio anche Cna Fita La Spezia.

«Per ogni camion oggi abbiamo un aggravio annuale tra i 9 e i 10 mila euro – spiega il presidente di Cna Fita La Spezia Pierluca Mainoldi -. È evidente cosa questo significhi per flotte anche piccole e medie di più mezzi. Le imprese stanno lavorando in perdita e la situazione è sicuramente più complessa di quella del 2022, quando scoppiò la guerra in Ucraina dato che allora la crisi era circoscritta, oggi è globale e si innesta su un calo già significativo dei volumi. Quindi ci troviamo a gestire costi alle stelle e meno merce da trasportare, temendo che l’onda della diminuzione del prodotto si presenti con ancor maggior forza nelle prossime settimane. Temiamo non basti una semplice tregua, ammesso che tale tregua ci sia visti gli annunci sistematicamente disattesi, per riportare tutto alla normalità. Ci vorranno mesi e mesi e temiamo che il peggio debba ancora venire».

«Chiedere l’adeguamento delle tariffe non è facile e senza un cambio di rotta da parte del Governo sarà difficile venirne fuori. Siamo favorevoli a crediti d’imposta e immediata compensazione delle accise ma soprattutto in questo momento sono necessari interventi di sostegno alla liquidità delle imprese, che rischiano di annegare perché i costi complessivi sono aumentati di ben il 30% e l’orizzonte è davvero scuro e incerto» conclude il presidente di Cna Fita La Spezia Mainoldi.