Gozzi: «dalla crisi di Hormuz possibile nuova centralità del Mediterraneo»

Dal convegno “A Bridge to Africa” in corso alla Spezia

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La crisi di Hormuz potrebbe portare «Cambiamenti da cui deriverà una nuova centralità per il Mediterraneo soprattutto per l’attività marittima». Lo ha detto Antonio Gozzi, special advisor di Confindustria con delega all’Autonomia strategica europea, al Piano Mattei e alla Competiività  nel suo intervento al convegno “A Bridge to Africa” in corso alla Spezia.

L’imprenditore ligure ha fatto riferimento alla nascita di infrastrutture «Capaci di mettere tutta l’economia dell’area in una situazione meno dipendente non solo dallo stretto di Hormuz ma anche dai passaggi nel Mar Rosso dallo stretto di Bab el Mandeb e da Suez». In questo contesto, secondo Gozzi, «l’Italia può presentarsi forte di un vantaggio competitivo culturale che dobbiamo riconoscere e tradurre in fatti concreti. Le nostre attività non devono essere interpretate come neocoloniali. Se formiamo cento saldatori tunisini per un’industria italiana, dobbiamo formarne altri cento che rimarranno nel loro Paese».

Perché «Nello scenario attuale del Mediterraneo – ha precisato Gozzi – l’Italia, attraverso il Piano Mattei, si pone come‘ambasciatore gentile’, capace di costruire relazioni fondate su una cooperazione simmetrica con i Paesi del Nord Africa. Confindustria ha avviato due linee d’azione molto chiare. La prima riguarda la formazione: stiamo mappando e coordinando percorsi che ci porteranno, entro la fine dell’anno, a formare 3.000 giovani all’interno delle imprese italiane, con programmi linguistici e professionali sviluppati insieme a Palazzo Chigi, Luiss ed Elis. La seconda è la creazione di un osservatorio dedicato alle iniziative e ai criteri di procurement delle grandi imprese – da Eni a Terna, da Enel a Fincantieri – con l’obiettivo di accompagnare le pmi italiane nel mercato africano, nel rispetto dei principi di local content e reciprocità».