Entrata della Regione nell'azionariato o un contributo al Comune di Genova per un aumento di capitale

Crisi Amt, Bucci: “Pronti 40 mln. Ci sono due opzioni”

Le opposizioni: "In Aula nessuna risposta concreta, solo ipotesi e promesse". "Grave rifiutarsi di incontrare i lavoratori Amt"

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«Sono pronti 40 milioni di investimento da mettere in capitale nell’Amt. Oltre a 110 milioni ogni anno. Saranno fondi statali e regionali. In più ci saranno altri 3 milioni per la ferrovia Genova-Casella». A chiarirlo oggi in aula è il presidente Marco Bucci, che ha risposto così all’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere del Partito Democratico Simone D’Angelo sugli interventi regionali a sostegno dell’azienda di trasporto pubblico locale. Lo riporta l’Ansa. Nel frattempo alcuni rappresentanti dei lavoratori di Amt hanno chiesto, senza successo, di essere ricevuti dai rappresentanti dell’amministrazione regionale.

Bucci ha spiegato che dopo l’incontro con la Corte dei Conti ci sono due possibilità per l’utilizzo dei 40 milioni. “La prima proposta: entrare direttamente come Regione Liguria o come partecipata nell’azionariato con un aumento di capitale. Oppure come seconda opzione dare un contributo direttamente al Comune di Genova e poi sarà il Comune a fare un aumento. È chiaro – ha spiegato Bucci – che in questo secondo caso verrebbe stabilito un comitato di sorveglianza creato da Regione Liguria. A oggi non posso dire quale dei due andrà avanti. Dipenderà dalla Corte dei conti”.

Secondo Bucci i tempi saranno dettati “prima di tutto dall’assemblea dell’Amt che deve approvare il piano di ristrutturazione che avverrà ad aprile. Poi dovrà essere approvato dal curatore, dopo di che il tribunale approverà il piano di ristrutturazione. A quel punto faremo la lettera su come impiegare i 40 milioni”. “Le voci di altre operazioni – ha concluso Bucci – sono false e messe in giro per creare caos”.

Nella nota ufficiale della Regione Bucci specifica: «Parliamo di un intervento concreto e strutturale, con 40 milioni di euro una tantum come investimento per integrare il capitale e 110 milioni di euro ogni anno, a cui si aggiungono circa 3 milioni annui per la ferrovia Genova-Casella. Le modalità operative sono ancora in fase di definizione, perché non dipendono unicamente da noi, ma le strade sono due: o un ingresso diretto nel capitale, oppure il trasferimento delle risorse al Comune, che procederà all’aumento di capitale con un sistema di controllo da parte della Regione sul consiglio di amministrazione di Amt. In ogni caso il risultato non cambia: l’intervento si farà e tutte le risorse verranno impiegate. Il percorso è altrettanto chiaro. Serve prima l’approvazione del piano di ristrutturazione da parte degli organi competenti e del Tribunale, e successivamente verrà approvata una legge regionale che disciplinerà l’utilizzo dei fondi. Una legge che mi auspico venga sostenuta in maniera compatta anche dalla minoranza, per il futuro dei cittadini, dell’azienda e dei lavoratori. Alle polemiche rispondo che l’unico riferimento che definisce l’impegno è la lettera ufficiale della Regione, che è pubblica. Regione Liguria ha già dimostrato di essere in grado di affrontare questa situazione e continuerà a farlo. Qualsiasi altra interpretazione o accusa è infondata e inaccettabile e viene smentita dai fatti. Noi andiamo avanti, perché le risorse ci sono, il percorso è definito e questo intervento si farà».

La nota della Faisa Cisal

La segreteria Faisa Cisal ha ufficialmente chiesto l’intervento per il rispetto degli accordi e impegni assunti a tutela del Tpl genovese. Con una lettera al presidente Bucci e alla sindaca Silvia Salis.

“Il nostro sindacato intende sollecitare un intervento immediato e concreto per garantire il pieno rispetto dei verbali sottoscritti con le organizzazioni sindacali dagli Enti da Voi rappresentati, riguardanti la complessa situazione in cui versa Amt. Inoltre le lettere formali, a vostra firma, inviate in data 13 febbraio u.s. contengono impegni concreti che necessitano di tradursi, senza ulteriori indugi, in atti concreti. Desideriamo sottolineare come uno scontro politico e istituzionale, tra gli Enti che rappresentate, non tenga in considerazione l’importanza cruciale del Trasporto Pubblico Locale e le legittime esigenze dei lavoratori del settore, i quali fanno affidamento sugli impegni presi e sulla tutela dei loro diritti, finalizzata al buon funzionamento dei servizi offerti ai cittadini. In questo contesto, è essenziale ricordare che il sindacato ha già portato a compimento un lavoro indirizzato a creare una maggior efficienza interna, sempre nel perimetro con voi condiviso; tale documento è stato concordato e definito mentre purtroppo, ad oggi, manca ancora la sottoscrizione finale da parte aziendale per cause a noi del tutto sconosciute. Pertanto siamo a sottolineare come da parte nostra siano stati mantenuti gli impegni presi; adesso tocca agli Enti competenti fare altrettanto. Nostro malgrado siamo costretti a comunicarvi che il mancato rispetto di quanto concordato e sottoscritto comporterà inevitabilmente una mobilitazione dei lavoratori, i quali difenderanno con determinazione non solo i propri diritti, ma anche la qualità e l’esistenza stessa del servizio di trasporto pubblico”.

Le reazioni

«Non è la prima volta che il sindaco Bucci smentisce se stesso, ma quanto sta accadendo su Amt è particolarmente grave perché riguarda un tema prioritario per la città di Genova e per l’intera regione, come il futuro del servizio di trasporto pubblico. Il presidente aveva annunciato, con una lettera inviata ad Amt, la decisione di procedere entro il 31 marzo con l’aumento di capitale e con l’adeguamento del contributo al contratto di servizio. A fronte di questi impegni, però, non è seguito alcun atto concreto nonostante il termine sia scaduto. Continuano a esserci risposte mancanti e numeri che vengono ripetuti senza spiegare il come e il quando. Serve trasparenza e servono certezze per i lavoratori, che devono avere garanzie per il loro futuro, e per i cittadini, che hanno diritto a un servizio pubblico efficiente e garantito. Il continuo rinvio delle decisioni e il divario tra annunci e realtà non sono più accettabili. Continueremo a monitorare con attenzione quanto accadrà, perché troppe sono state le promesse e zero, finora, i fatti», dichiara il Gruppo Pd in Regione.

«Abbiamo depositato un’interrogazione – concludono i consiglieri Simone D’Angelo e Davide Natale – anche alla luce del termine che lo stesso Bucci si era dato e che era ormai trascorso senza che nulla fosse accaduto. Nelle parole del presidente Bucci continuano a non arrivare indicazioni chiare né segnali concreti su come si intenda procedere. La nostra preoccupazione è forte, e dopo quanto emerso oggi lo è ancora di più».

«I lavoratori di Amt sono stanchi di ipotesi e di promesse. Il tempo stringe: servono atti concreti per tutelare il servizio e i posti di lavoro. Avere ignorato la richiesta di incontro è stata una grave mancanza di rispetto da parte del centrodestra ligure. Da parte nostra, ci sarà il massimo impegno, con tutta la coalizione progressista, per risolvere la situazione con proposte serie e realizzabili» ha commentato Selena Candia, capogruppo regionale di Avs.

«Con tutti i consiglieri di centrosinistra, siamo usciti dall’aula per ascoltare le ragioni dei lavoratori, siccome questo diritto è stato loro negato dalla maggioranza. Il termine per presentare una proposta scadeva il 31 marzo, ma oggi Bucci ha parlato nuovamente di ipotesi, senza dare garanzie tangibili al personale di Amt, che lamenta una situazione di disagio mai vista negli ultimi trent’anni e che potrebbe avere contraccolpi catastrofici sui dipendenti, sulla qualità del servizio e sull’intera città di Genova. Servono risposte chiare, in particolare quando si parla di risorse destinate al trasporto pubblico locale e all’attuazione del piano industriale. I lavoratori hanno sollecitato il ricorso ai pre-pensionamenti previsti e alle conseguenti nuove assunzioni, che possono migliorare la situazione in materia di organico e di costi. Li ringraziamo per l’atteggiamento propositivo ed educato che hanno tenuto in aula, nonostante il muro di gomma alzato dal centrodestra», ha sottolineato Candia.

«Quella di oggi in Consiglio regionale è stata una giornata che lascia molta amarezza. A fronte di una situazione drammatica come quella di Amt, ci saremmo aspettati chiarezza, responsabilità e rispetto. Abbiamo visto esattamente il contrario: in 11 anni di mia attività in Consiglio regionale è la prima volta che assisto a un mancato confronto con le lavoratrici e i lavoratori presenti». Così il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente e rappresentante di Linea Condivisa.

«In aula abbiamo assistito a un intervento elusivo da parte del presidente Marco Bucci, che non ha fornito alcuna risposta concreta sui nodi fondamentali del salvataggio dell’azienda. Non si comprendono ancora le modalità dell’intervento sul capitale e non ci sono atti formali approvati dalla Giunta. E soprattutto non sono stati dati tempi certi di interventi, mentre la crisi lascia nell’incertezza le lavoratrici e i lavoratori del comparto e ha inevitabili ricadute negative sull’utenza».

«Nel frattempo – prosegue Pastorino – lavoratrici e lavoratori si sono presentate in Consiglio per chiedere semplicemente ciò che è dovuto: risposte sul loro futuro. Una presenza assolutamente legittima, portata avanti con rispetto e senso di responsabilità. A differenza di quanto accaduto in aula, dove si è scelta la strada della bagarre invece del confronto. È particolarmente grave che la maggioranza abbia votato contro la possibilità di incontrare subito le rappresentanze sindacali presenti. Un segnale politico sbagliato, che dimostra la volontà di sottrarsi al confronto proprio nel momento in cui servirebbe più trasparenza. Noi, come opposizione, abbiamo scelto comunque di incontrare lavoratrici e lavoratori. Era il minimo, oltre che un dovere. Perché mentre la politica discute, il tempo scorre: ci sono scadenze precise e, ad oggi, non esistono risultati concreti. La verità è che sul futuro di Amt continuano a esserci solo annunci e ipotesi, mentre manca ancora una linea chiara e formalizzata».

Compatta la risposta dei capigruppo di maggioranza: «Regione Liguria salva Amt garantisce il servizio ai cittadini, tutela gli stipendi dei lavoratori ed evita che il capitale dell’azienda finisca nelle mani dei privati. Dopo giorni di polemiche costruite sul nulla, tra voci incontrollate e illazioni diffuse ad arte, oggi in Consiglio il presidente Marco Bucci ha rimesso i fatti al centro del dibattito: la Regione Liguria è pronta a intervenire con 40 milioni per reintegrare il capitale di Amt e con altri 110 milioni come contributo annuale. A questi, si aggiungono i 3 milioni per la ferrovia Genova-Casella. Sono numeri concreti, risorse vere. Non slogan. È proprio grazie a questo intervento che si garantiranno continuità aziendale, servizio pubblico e tutela dei lavoratori, evitando l’unica alternativa reale che qualcuno fingeva di non vedere: l’ingresso dei privati nel capitale sociale di Amt. I dettagli dell’operazione saranno definiti dopo l’approvazione del piano da parte dell’assemblea dell’azienda e il via libera del tribunale sulla compatibilità con il piano di salvataggio. Ma una cosa è già chiara: la strada per salvare Amt e il bilancio del Comune di Genova c’è ed è quella indicata da Regione Liguria. Nel frattempo l’opposizione è in evidente difficoltà: dopo giorni passati ad alimentare allarmismi e confusione, ora dovrà spiegare ai cittadini se intende votare contro il salvataggio dell’azienda oppure ammettere che, ancora una volta, i risultati arrivano da chi governa. Il resto è il solito copione: quando i fatti smentiscono la propaganda, a sinistra resta solo la rissa e la strumentalizzazione».