Sindacati dei trasporti: “No alla privatizzazione di Ente Bacini”

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti: "Non è un modello da mettere in discussione, ma un sistema che produce risultati concreti e misurabili"

traghetto ente bacini

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti attraverso una nota stampa ribadiscono la loro totale contrarietà a qualsiasi ipotesi di privatizzazione di Ente Bacini.

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fabio Ferretti (Filt Cgil), Antonio Vella e Davide Traverso (Fit Cisl), Duilio Falvo e Stefano Degli Innocenti  (Uiltrasporti) sottolineano il ruolo di Ente Bacini quale presidio fondamentale per il lavoro, per il territorio e per la qualità del servizio. “L’attuale configurazione societaria ha dimostrato nei fatti di funzionare: bilanci solidi, continuità delle commesse, gestione equilibrata degli spazi e garanzia di un servizio equo e accessibile – dicono -. Non siamo di fronte a un modello da mettere in discussione, ma a un sistema che produce risultati concreti e misurabili. Sono inoltre previsti e coperti gli investimenti necessari per il ripristino dei bacini e per il miglioramento dell’infrastruttura, a conferma di una gestione responsabile e orientata al futuro. La concessione quadriennale consente una corretta gestione degli ammortamenti e garantisce quella continuità operativa indispensabile sia alla qualità del servizio sia alla stabilità occupazionale”.

Alla luce di questi elementi, i sindacati ritengono del tutto ingiustificata e inaccettabile qualsiasi ipotesi di privatizzazione. “Privatizzare Ente Bacini significherebbe mettere a rischio un equilibrio che oggi tutela lavoro, competenze e territorio, subordinando un servizio strategico a logiche di profitto che, per loro natura, non garantiscono né equità né continuità”.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti ribadiscono che “non sono disponibili ad avallare percorsi di privatizzazione, né diretti né mascherati, e considerano tale prospettiva una scelta grave e sbagliata. Chi ha responsabilità istituzionali deve assumersi fino in fondo il compito di tutelare un’infrastruttura strategica per il territorio, salvaguardando l’interesse pubblico e il lavoro, e non aprire la strada a operazioni che rischiano di comprometterne il futuro”.