Gismondi 1754, società genovese che produce gioielli di altissima gamma quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, ha chiuso il 2025 con un valore della produzione pari a 11.255.233 euro, con un calo del 12% rispetto all’esercizio precedente. Nonostante la contrazione del fatturato, grazie a un’attenta riduzione dei costi per servizi e dei costi fissi operativi, l’ebitda è positivo per 1.283.902 euro. L’ebit consolidato è pari a 1.031.169 euro rispetto ai precedenti -1.002.064 del 2024. Nel 2025 il margine di contribuzione in termini percentuali è aumentato del 13% a seguito calo dell’incidenza del costo del venduto (-26%).
Il risultato netto consolidato al 31 dicembre 2025 è pari a 253.461 euro, rispetto al risultato negativo del 2024 pari ad -1.149.335 euro. La posizione finanziaria netta consolidata ammonta a 4.497.259 euro (debito), in riduzione del 21% rispetto al 31 dicembre 2024, grazie a un miglioramento nella gestione del circolante e alla riduzione dei finanziamenti a medio/lungo termine.
L’esercizio 2025 è stato caratterizzato da una riorganizzazione strategica già avviata nel 2024. L’azienda ha proseguito nel controllo dei costi e nell’ottimizzazione operativa, con enfasi su clientela high-standing e sui mercati esteri (in particolare Usa e Svizzera).
Massimo Gismondi, ceo di Gismondi 1754 commenta: «Il 2025 segna per noi un traguardo straordinario, che certifica il successo di una metamorfosi profonda e coraggiosa. Abbiamo completato con determinazione il percorso di trasformazione che avevamo promesso ai nostri investitori, convertendo le sfide del 2024 in una redditività solida e strutturale. Tornare in utile con un ebitda di 1,3 milioni non è solo un dato finanziario, ma è la prova dell’efficienza del nuovo modello operativo che abbiamo costruito. Attraverso una riorganizzazione radicale, abbiamo reso la nostra struttura più agile, snella e pronta a scalare i mercati internazionali. L’entrata a pieno regime della nuova unità produttiva è stata il vero motore di questa accelerazione, permettendoci di ottimizzare i margini e rafforzare la nostra capacità industriale. In parallelo, abbiamo elevato il posizionamento del brand nell’alto di gamma, puntando su una distribuzione d’élite e partner di primario standing per garantire esclusività e valore nel tempo. Questo eccellente risultato non rappresenta un punto d’arrivo, ma la base solida su cui continueremo a costruire. Il nostro percorso di trasformazione e l’impegno nell’ottimizzazione dei costi proseguiranno con vigore anche nel 2026: siamo determinati a incrementare ulteriormente la nostra competitività per consegnare agli azionisti un’azienda sempre più profittevole, solida e player di riferimento nel proprio segmento».
Sviluppo della domanda e andamento dei mercati
Per l’esercizio 2026 Gismondi 1754 prevede una possibile stabilizzazione della domanda estera, con un recupero parziale sui mercati tradizionali e un’ulteriore espansione verso aree ad alta crescita (Medio Oriente, Sud-Est Asiatico e America Latina), supportata anche dalla lieve accelerazione attesa dell’economia globale e dalla conferma del gioiello come categoria rifugio anche per il 2026.
Evoluzione prevedibile della gestione
Il settore orafo-gioielliero italiano ha continuato a confrontarsi con un contesto caratterizzato da prezzi dell’oro su livelli record, spinti dall’instabilità geopolitica e dalla funzione di bene rifugio del metallo prezioso. Tale andamento ha inciso sulla domanda globale di gioielli in termini di volumi, confermando la fase di normalizzazione già osservata nel 2025.
Nei primi mesi del 2026 le esportazioni del comparto hanno mostrato segnali di stabilizzazione rispetto al calo registrato nel 2025 con una buona tenuta o crescita in mercati strategici quali Emirati Arabi Uniti, Svizzera e alcuni paesi asiatici. La Società ha proseguito l’attività di diversificazione dei mercati di sbocco.
