Ex Ilva, Urso: «Mi auguro che la cessione avvenga entro la fine del mese»

Cavo: «Italianizzare, non statalizzare»

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«Mi auguro che la cessione avvenga entro la fine del mese». Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera, parlando dell’ex Ilva. Ci sono tutte le condizioni -ha spiegato – di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green che ci consente di diventare da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green. Siamo in dirittura d’arrivo, è una fase decisiva. I commissari stanno negoziando con i due soggetti che hanno presentato un’offerta vincolante: il gruppo Flacks e Jindal. Riusciremo a salvare l’ex Ilva»

Ilaria Cavo, deputata ligure e presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati, al question time di oggi alla Camera, ha commentato: « Apprezziamo la spiegazione del Ministro, il suo impegno a portare a termine entro un mese la vertenze e costante in una vicenda complessa che ha radici e responsabilità da ricercare sicuramente non in questo governo. In questo momento è corretto andare a vedere le proposte, di Flacks (per cui apprendiamo devono essere fatte verifiche documentali sulle garanzie) e soprattutto quella di Jindal che garantirebbe nel tempo 6 milioni di tonnellate di produzione ma non la tutela dell’attuale filiera occupazionale e prevederebbe investimenti per la gran parte all’estero, in particolare in Oman a fronte comunque di un impegno economico italiano. L’ultimo di una lunga serie di investimenti, che ammontano a 4 miliardi solo nell’ultimo decennio. C’è chi auspicherebbe il ritorno alla vecchia ricetta della statalizzazione, noi invece, che crediamo nell’economia sociale di mercato, preferiamo parlare della necessità di italianizzare l’Ilva. Abbiamo un’eccellenza di produttori italiani e aziende importanti della filiera, per questo crediamo vadano coinvolte insieme a Cdp, nei modi più opportuni, perché si crei un percorso che porti all’italianizzazione come prospettiva strategica nel caso in cui gli altri percorsi non fossero idonei o sufficienti. Abbiamo bisogno di acciaio, abbiamo bisogno di garantire l’occupazione in tutti gli stabilimenti, di Taranto, di Genova e del nord Italia. Abbiamo bisogno di innovare la produzione e renderla sostenibile».