Genova Industrie Navali acquisisce il 30% di Moons, il 2026 si apre con sei commesse in costruzione

Genova Industrie Navali ha chiuso il 2025 con oltre 500 milioni di valore della produzione e più di 200 progetti di riparazioni e refit all’attivo

Gin e Moons

Genova Industrie Navali entra nel capitale di Moons con il 30% per avere un vantaggio competitivo notevolissimo applicabile a tutte le società del gruppo grazie agli strumenti digitali e basati sull’intelligenza artificiale.

Esempio per far capire meglio, visto che spesso di intelligenza artificiale si parla senza quantificare l’impatto, che è ciò che vende materialmente la new entry: Moons ha sviluppato per T.Mariotti una piattaforma proprietaria con un algoritmo che consente all’azienda di rispondere a una richiesta di preventivo su una commessa di costruzione navi in circa un giorno invece che in più di un mese con un’accuratezza ben superiore all’80%. Lo stesso algoritmo può essere tarato anche per San Giorgio del Porto e l’attività di refitting, per esempio, e così anche per tutte e cinque le società di cui Gin è holding al 100% e le varie partecipate (tre di Mariotti, dieci di San Giorgio del Porto).

Moons, che ora conta 15 dipendenti, è una società che non vende consulenza, modello ritenuto ormai superato dal co-fondatore Andrea Teja, 38 anni, ligure, un percorso professionale poliedrico e di grande qualità con una doppia laurea, un lavoro decennale nella marina militare arrivando a capo del dipartimento Sistemi di Combattimento. Teja successivamente è stato consulente in McKinsey & Company, quindi chief digital and innovation officer in Synlab e, in seguito, partner – il più giovane nella storia della società – in Gea, storica realtà milanese di consulenza strategica, dove ha avviato l’area dedicata al digitale, entra in contatto con Mariotti. Nel gennaio 2026 ecco Moons: un cambio di paradigma nella proposta che ha colpito subito Ferdinando Garrè (San Giorgio del Porto) e Marco Bisagno (T.Mariotti), soci paritari di Gin.

«Noi trasformiamo le aziende e gli enti con l’innovazione e il digitale − racconta Teja − se non serve l’Ia non la usiamo. Noi costruiamo prodotti tecnologici evolvendo un’idea o un bisogno operativo in un prodotto digitale concreto e replicabile. Poi avviamo startup e venture. Entriamo nell’equity di opportunità ad alto potenziale. Costruiamo così nuove iniziative imprenditoriali insieme ai clienti, che diventano soci delle startup e le commercializzano insieme a noi».

Moons è diventato consulente del Polo nazionale della subacquea e insieme a Confindustria La Spezia sta lavorando a costituire un altro Polo di innovazione.

«L’impatto del nostro prodotto per Mariotti si moltiplica per dieci se applicato a tutte le aziende di Gin e poi si può applicare anche a tutto l’indotto ligure, che è ancora indietro».

Questi i punti su cui lavorerà Moons, annuncia Teja: «Innanzi tutto faremo un processo di valutazione strutturata, di assessment generale delle aziende del gruppo. Perché in situazioni del genere l’autogoverno è controproducente. Poi prepareremo una strategia di innovazione come digitalizzare tutto ciò che riguarda le risorse umane. Fatto per una società diventa replicabile e poi appunto replicare anche l’algoritmo sui preventivi. Infine lavorare sul digital procurement, in un gruppo in cui ci sono 80 milioni di forniture esterne occorre armonizzarle e digitalizzarle».

Genova Industrie Navali, un 2025 da oltre 500 milioni

Genova Industrie Navali ha chiuso il 2025 con oltre 500 milioni di valore della produzione (il fatturato 2023 era di 310 milioni) e più di 200 progetti di riparazioni e refit all’attivo. Il 2026 si apre con sei unità navali in costruzione e con l’annuncio, appunto, del nuovo investimento in Moons.

Fondato nel 2008, dopo che T.Mariotti e San Giorgio del Porto hanno capito che era meglio collaborare invece che farsi la guerra, il Gruppo è oggi uno dei principali protagonisti europei nei settori delle costruzioni, riparazioni, trasformazioni e demolizioni navali, nonché uno dei più rilevanti operatori privati della cantieristica in Italia. Conta 10 società controllate e 11 collegate, oltre 400.000 metri quadrati di infrastrutture e 2.560 metri di banchine attrezzate tra Genova (86 mila), Marsiglia (172 mila) e Piombino (180 mila). «Non esisteremmo più se non ci fossimo allargati altrove. Siamo l’unico gruppo che è in grado di fare tutto: dalla costruzione al refit ai servizi ambientali di demolizione e ship recycling» sottolinea Garrè. Marco Ghiglione, ceo di T.Mariotti aggiunge: «Nel gruppo abbiamo aziende sinergiche. Scorza per gli arredamenti navali, Ortec per gli impianti elettrici, poi aziende di tubazioni, pitturazioni, eccetera. Più i progetti sono avanzati, più servono partner per portarli a termine».

L’obiettivo sarebbe di crescere ancora, anche se su Genova deve fare i conti con gi spazi che mancano. Si parla di ricavare ulteriori spazi con un riempimento fino alla vecchia diga, ora che si sta costruendo quella nuova e la necessità di un nuovo bacino che possa ospitare le navi più grandi. Ma per ora è solo un discorso aperto con l’Adsp che sta predisponendo il nuovo Piano regolatore portuale (si parla di novembre). A Piombino intanto sono stati investiti 10 milioni di euro pe sviluppare una nuova “panel line” che consentirà di aumentare la capacità produttiva del cantiere, anche per la costruzione di traghetti. Del resto le aree industriali hanno una densità occupazionale di 4 o 5 volte rispetto al porto commerciale.

«Lavoriamo anche per terzi − sottolinea Garrè − forniamo gli scafi a Baglietto, per esempio, ci siamo anche dotati di uno strumento, una piattaforma, per il varo delle navi. A Piombino costruiamo per Eni piattaforme per la riconversione della CO2».

Gin gestisce tre bacini di carenaggio a Marsiglia e occupa per il 70% del tempo i cinque di Ente Bacini a Genova (per cui vorrebbe candidarsi in caso di privatizzazione, visto che la concessione scade nel 2029) e 4 cantieri navali, impiega circa 850 dipendenti e genera un indotto medio specializzato equivalente a oltre 2.000 addetti, coinvolgendo più di 3.000 fornitori.

Negli ultimi anni Gin ha investito circa 60 milioni di euro in nuovi business e infrastrutture, di cui 8 milioni destinati alla ricerca e sviluppo.

Le commesse in corso di Gin

In occasione dell’annuncio del nuovo investimento, Gin ha inoltre presentato anche le principali attività e commesse previste per il 2026 che si caratterizza per un’intensa attività operativa su tutti i principali cantieri del Gruppo.

T.Mariotti

Per quanto riguarda T. Mariotti a febbraio si è svolta la cerimonia di posa della chiglia della seconda unità Mtc-Mtf della marina militare, destinata al trasporto costiero e all’assistenza ai fari. Mentre prosegue la costruzione della nuova nave oceanografica Arcadia di Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ad aprile entrerà in bacino Amangati, nave da crociera superlusso commissionata dal gruppo Aman per il brand Aman at Sea. La nave superlusso avrà solo 47 cabine (la Seabourn Venture che ha la stessa stazza di 23 mila tonnellate, ne conta 132).

Nell’ultimo trimestre 2026 ci saranno infine le prove a mare di Olterra, prima unità SDO–SuRS (Special and Diving Operations – Submarine Rescue Ship) della Marina Militare destinata a operazioni subacquee speciali.

San Giorgio del Porto

Per San Giorgio del Porto, dopo il completamento della nave Green Pearl, unità per il bunkeraggio di Gnl, e della tanker chimica ibrida Green Heart, il 2026 ha registrato a marzo due attività rilevanti: il refitting della Uss Mount Whitney, nave ammiraglia della sesta flotta degli Stati Uniti, e la cerimonia di posa della chiglia della nave traghetto SG120, destinata a diventare l’ammiraglia della flotta Actv per il trasporto di automezzi e passeggeri nella Laguna di Venezia.

Per i Chantier Naval de Marseille, l’anno si è aperto con il refit della AIDAbella, interessata da un progetto di modernizzazione della durata di circa sette settimane nell’ambito del programma AIDA Evolution. Ad aprile è previsto il dry dock della Odyssey of the Seas, nave di classe Quantum Ultra di Royal Caribbean, lunga oltre 340 metri, una delle più grandi unità da crociera accolte a Marsiglia dall’apertura del bacino 10. Tra fine del 2026 e inizio 2028 il cantiere completerà le altre 4 unità di classe “Sphinx” incluse nel progetto Evolution di AIDA Cruises.

I cantieri di Piombino Industrie Marittime (Pim), oltre a essere impegnati nella costruzione delle due unità MTC-MTF di Marina Militare e della nave oceanografica Arcadia di Ispra, entrambi per conto di T. Mariotti, e del traghetto SG120 per ACTV in collaborazione con San Giorgio del Porto, sono attivi anche nella costruzione di scafi per conto di Baglietto. Proseguono inoltre le attività di costruzione di impianti industriali, sviluppate nell’ambito della joint venture con Rosetti Marino.
Recentemente sono stati investiti circa 10 milioni di euro per sviluppare una panel line di nuova generazione, che diventerà operativa nel corso del 2026, e consentirà di aumentare la capacità produttiva del cantiere.

Nel corso del 2026 il Gruppo sarà inoltre presente alle principali fiere internazionali di settore: ad aprile al Seatrade Cruise Global di Miami, a settembre al SMM di Amburgo e a novembre all’Euronaval di Parigi.

L’impegno sulla sostenibilità

Guardando alla sostenibilità, Genova Industrie Navali rafforza il proprio impegno in ambito Esg, con un modello industriale orientato alla creazione di valore condiviso. Dall’ultimo bilancio, relativo al 2024, si evince che il 91% del valore economico è stato redistribuito a dipendenti, fornitori, partner e comunità locali, destinandone il restante 9% al rafforzamento patrimoniale e agli investimenti futuri. La filiera si basa su fornitori qualificati e prevalentemente locali, con il 73% della spesa in Italia e il 71% in Francia.

Sul piano sociale, il 100% dei dipendenti è coperto da contrattazione collettiva, il 92% è assunto a tempo indeterminato, con oltre 5.600 ore di formazione erogate e 48 nuove assunzioni nel corso dell’anno. Tra le iniziative sul territorio si distingue il progetto Baltimora – Garden Sea-ty, che ha restituito alla città di Genova oltre 5.300 m² di verde urbano. Il Bilancio di Sostenibilità rappresenta un ulteriore passo verso un modello di crescita responsabile e orientato al lungo periodo.