Riscoprire il valore della memoria storica e riflettere sulle nuove sfide della tutela del patrimonio culturale. È questo il filo conduttore dell’incontro ospitato il 30 marzo alla Camera di Commercio di Genova, dove è stata presentata la ristampa del volume “I monumenti della Liguria e la guerra 1940-45” di Carlo Ceschi, curata da Sagep Editori su iniziativa di Cristina Bartolini.
L’appuntamento ha riunito soprintendenti, storici dell’arte e rappresentanti delle istituzioni per riflettere su come la “geografia” dei beni storico-artistici liguri sia cambiata dopo la Seconda guerra mondiale e su come oggi si possa rafforzarne la salvaguardia. L’opera di Ceschi emerge non solo come testimonianza storica, ma come strumento di valorizzazione dell’identità culturale del territorio.
Durante i saluti istituzionali, la consigliera Donatella Alfonso, delegata dalla sindaca Silvia Salis, e il soprintendente Vincenzo Tinè, alla soprintendente Francesca Imperiale e al segretario generale della Camera Maurizio Caviglia, hanno sottolineato la necessità di fare rete per proteggere i beni culturali e trasmetterli alle future generazioni.
Caviglia ha anche ricordato il ruolo storico dell’ente camerale nella tutela del patrimonio: la Sala Dorata di Palazzo Tobia Pallavicino, sede della Camera, fu danneggiata dai bombardamenti e restaurata subito dopo il conflitto, in tempo per accogliere nel 1946 la visita del presidente provvisorio della Repubblica Enrico De Nicola. Oggi, ha aggiunto, la Camera ha siglato un accordo quinquennale con l’Archivio di Stato di Genova per migliorare accessibilità e valorizzazione del patrimonio documentale.
Nel corso del pomeriggio, gli interventi degli storici dell’arte Franco Boggero e Pietro Boccardo, insieme al professore dell’Università di Genova Stefano Francesco Musso, hanno evidenziato l’eredità di Carlo Ceschi e l’urgenza di proseguirne il lavoro con strumenti e competenze sempre più avanzati.
Figura centrale del Novecento, Ceschi fu Soprintendente ai Monumenti e protagonista di un approccio innovativo alla conservazione durante la guerra: interveniva direttamente tra le macerie per recuperare frammenti architettonici e artistici, contribuì alla pianificazione urbanistica di Genova e si impegnò nella tutela del Monte di Portofino. Allievo ideale di Benedetto Croce, fu anche autore del volume “Teoria e storia del restauro”, ancora oggi punto di riferimento negli studi accademici.
L’incontro ha così offerto non solo un momento di approfondimento storico, ma anche uno spunto concreto per rilanciare il tema della tutela del patrimonio culturale ligure in chiave contemporanea, tra memoria, ricerca e nuove strategie condivise.
